Truffe online, sequestri alla società Amicopolis Caltanissetta

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Palermo, 6 ago. (askanews) - La Guardia di Finanza di Caltanissetta, coordinata dalla Procura di Caltanissetta, ha portato a termine un'operazione anti truffa e autoriciclaggio nei confronti dell'azienda nissena Amicopolis, con perquisizioni e sequestri su tutto il territorio nazionale, di siti web e conti correnti riconducibili alla società e ai tre gestori del social network. Il social prometteva enormi guadagni per gli utenti registrati, da realizzare sia attraverso la condivisione di immagini e video, sia attraverso la sola partecipazione attiva al social stesso, con post, commenti e like. Decine le truffe accertate nei confronti di ignari investitori a cui veniva promessa, in tempi limitati ed a fronte di un investimento iniziale minimo in proporzione al rendimento garantito, una remunerazione elevatissima. Le truffe sono state attuate attraverso il "sistema Ponzi" (o "piramidale finanziaria"), cioè uno schema finanziario in cui non si effettua alcuna attività economica reale di investimento, né diretta, né indiretta, e in cui i rendimenti promessi si ottengono sostanzialmente dall'utilizzo del denaro offerto dall'ingresso nella struttura di nuovi affiliati. Attraverso questa "piramide finanziaria" gli indagati si sono resi responsabili del reato di esercizio abusivo dell'intermediazione finanziaria, in quanto mai autorizzati, da parte della Consob, alla commercializzazione di strumenti finanziari.

I tre indagati hanno truffato anche numerosi commercianti che, avendo pubblicizzato i propri prodotti per la vendita attraverso il social network ed avendo spedito regolarmente prodotti a svariati clienti, che li avevano acquistati grazie ai crediti accumulati con l'utilizzo del social, non hanno mai ricevuto i dovuti compensi dalla Amicopolis, che intermediava i pagamenti. Inoltre, hanno coniato senza le previste autorizzazioni della Banca d'Italia, una moneta completamente in oro, utilizzata per l'acquisto di beni sulla piattaforma commerciale del social o per la remunerazione degli investimenti. Sono 19 in tutto le persone truffate residenti nelle province di Caltanissetta, Trapani, Reggio Calabria, Lucca e Asti che risultano aver investito un importo complessivo di 528.000 euro.