Trump avrebbe aizzato la folla: "Venite al Campidoglio e scatenatevi"

Tweet per istigare la folla alla rivolta, piani per sequestrare le macchine per il conteggio dei voti e poi anche il sospetto di aver provato ad esercitare pressioni su un testimone. Nuove e sempre più pesanti le ombre sul comportamento di Donald Trump, che emergono dalla settima udienza pubblica chiamata a fare chiarezza sugli eventi del 6 gennaio: giorno in cui i sostenitori dell'ex Presidente, incapace di accettare la vittoria di Biden, presero d'assalto il Campidoglio di Washington.

Tweet di Trump per aizzare i suoi: "Venite numerosi e scatenatevi"

Filo rosso delle testimonianze, a partire dall'ex consigliere della Casa Bianca Eric Herschmann, quello dell'obbedienza agli ordini. "Decideva tutto lui - il succo - e guai a provare a esprimere qualsiasi perplessità". Fuori dal coro la testimonianza del deputato democratico della Commissione, Jamie Raskin, secondo cui ad aizzare la folla sarebbe stato lo stesso Trump con un Tweet: "Statisticamente impossibile aver perso le elezioni" avrebbe scritto, invitando poi i suoi sostenitori a radunarsi numerosi il 6 gennaio a Washington per una "grande manifestazione" e a "scatenarsi". Parole che, in base alla testimonianza di Raskin, li avrebbero "elettrizzato e galvanizzato" la base dell'ex Presidente, convinta che la vittoria fosse stata loro ingiustamente sottratta da un complotto democratico.

Statisticamente impossibile aver perso le elezioni del 2020. Grande protesta a Washington il 6 gennaio. Venite e scatenatevi

I manifestanti alla Commissione: "Ci siamo limitati a fare quanto ci diceva Trump"

"Ci ha dato la carica - ha detto uno dei partecipanti alle manifestazioni - ci ha incitati ad andare avanti. Di fatto, ci siamo limitati a fare quello che ci diceva". "Smettiamo di usare mezzi termini - ha poi aggiunto Jason Van Tatenhove, ex portavoce del gruppo anti-governativo di estrema destra, Oath Keepers- quella era una rivoluzione armata".

Smettiamo di usare mezzi termini quella era una rivoluzione armata.

PATRICK T. FALLON/AFP or licensors
Donald Trump durante un comizio in Alaska - PATRICK T. FALLON/AFP or licensors

La cerchia stretta di Trump: "Sequestrare le macchine per il conteggio dei voti"

Dalle testimonianze emerge anche la convocazione di una riunione, da parte di Trump, con alcuni dei suoi più stretti collaboratori. Durante l'incontro, a cui avrebbero presenziato il 18 dicembre anche il suo avvocato Rudolph Giuliani e il suo ex consigliere alla sicurezza Michael Flynn, sarebbe emersa l'idea di procedere al sequestro delle macchine preposte al conteggio dei voti. A parlarne è stato l'allora consigliere della Casa Bianca Pat Cipollone, che ha però tenuto a prendere le distanze, sostenendo di aver a più riprese sottolineato che fosse una cattiva idea e che l'ipotesi della frode, sostenuta da Trump, non fosse suffragata da prove.

Nei giorni precedenti l'udienza, secondo la vicepresidente repubblicana della Commissione d'inchiesta, Liz Cheney, Trump avrebbe inoltre provato - seppure invano - a mettersi in contatto con una persona chiamata a testimoniare.

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