"Trump come 12enne in una torre controllo"

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Alti funzionari dell'amministrazione Trump valutarono l'anno scorso se dimettersi in massa per denunciare la condotta del presidente americano, ma poi rinunciarono nel timore di provocare soltanto ulteriore destabilizzazione. E' quanto si legge nel libro 'A Warning' (Un avvertimento), opera dell’anonimo funzionario della Casa Bianca che l'anno scorso scrisse sul New York Times l'editoriale "Faccio parte della resistenza in seno all'amministrazione Trump". 

Il libro, i cui contenuti vengono anticipati dal Washington Post, descrive il presidente degli Stati Uniti come "un dodicenne in una torre di controllo del traffico aereo, che spinge indiscriminatamente i bottoni del governo, indifferente agli aerei che sbandano sulle piste". Nelle 259 pagine del volume che sarà pubblicato il 19 novembre, si racconta di funzionari che si svegliano la mattina "nel panico" per i tweet, scritti all'alba, di Trump. "E' come arrivare all'alba nel centro anziani e trovare il vecchio zio che corre in mutande nel cortile gridando insulti sul cibo della mensa, mentre gli inservienti tentano di fermarlo", afferma l'anonimo autore, ricordano però che i vecchi zii "non lo fanno tutti i giorni, le loro parole non sono rese pubbliche e non devono guidare il governo una volta che si sono rimessi i pantaloni". 

Secondo l'autore, la maggioranza del gabinetto era ad un certo punto pronta a rimuovere Trump in base al 25esimo emendamento e anche il vice presidente Mike Pence era pronto a sostenere questa opzione. Il testo non cita però alcuna prova e Pence ha già decisamente smentito.  

Trump viene descritto nel libro mentre fa commenti razzisti e misogini, imitando fra l'altro l'accento ispanico delle migranti messicane, donne "inutili" con "sette figli" che dicono "per favore aiutatemi". O mentre si lamenta che ci sono troppi giudici federali, aggiungendo che bisognerebbe sbarazzarsi di tutti loro. O quando promette la grazia presidenziale ai suoi collaboratori come se avesse la carta della scarcerazione del gioco di Monopoli. Nel libro emerge anche un Trump sospettoso di tutti, che impedisce ai sui collaboratori di prendere appunti durante le riunioni. Un presidente, si legge, in capace di guidare il paese in una grave crisi internazionali, con i suoi avversari stranieri che lo considerano "un sempliciotto" facilmente manipolabile e sensibile all'adulazione.  

"Non sono qualificato" per una diagnosi sull'equilibrio mentale del presidente, scrive l'ignoto autore. "Tutto quello che posso dire - afferma - è che la gente normale che passa del tempo con Donald Trump si sente a disagio per quello che vede. Lui inciampa, lancia insulti, si confonde, si irrita facilmente e ha difficoltà nel sintetizzare le informazioni, non a volte, ma con regolarità. Chi dice che non è così mentre a sé stesso o al paese".  

La portavoce della Casa Bianca Stephanie Grisham ha reagito alle anticipazioni del libro, affermando che "il codardo che lo ha scritto non ha osato firmarlo perché sono tutte bugie". Ma l'anonimo autore dice di non aver voluto firmare "perché il dibattito non è su di me". E promette di venire allo scoperto "al momento opportuno".