Trump concede la vittoria per la prima volta

Rita Lofano
·2 minuto per la lettura

AGI - ​Dopo 24 ore di silenzio, all'indomani dall'assalto Congresso, e due mesi di battaglie legali per ribaltare il risultato elettorale, Donald Trump concede per la prima volta la vittoria.

"Il Congresso ha certificato i risultati. Una nuova amministrazione sarà inaugurata il 20 gennaio. La mia attenzione è volta ora ad assicurare una transizione del potere morbida, senza scosse e ordinata. Il momento impone guarigione e riappacificazione", dichiara Trump in un video messaggio su Twitter, dicendosi "oltraggiato, come tutti gli americani” per la violenza dei manifestanti. “Non rappresentano l'America – afferma - l'America è e deve restare una nazione di legge e ordine”.

Il presidente accusa i rivoltosi di aver "deturpato" il luogo della democrazia americana, avvertendo che "coloro che hanno infranto la legge pagheranno”.  Una presa di posizione netta rispetto all'ambiguo messaggio divulgato mentre il Capitol era ancora assediato quando ha esortato i manifestanti a tornare a casa in modo pacifico ma dicendo loro “we love you” e definendoli “speciali”.     

Rispondendo, indirettamente, a chi lo accusa di aver istigato tanta violenza, spiega che il suo unico obiettivo "era assicurare l'integrità del voto e difendere così la democrazia americana. Continuo a ritenere con forza che si debbano riformare le nostre leggi elettorali – dichiara – per verificare l'identità e l'idoneità di tutti i votanti, per assicurare fede e fiducia in tutte le prossime elezioni”.     

Prima di congedarsi, ha voluto ringraziare i cittadini americani: “Servire come vostro presidente à stato l'onore della mia vita. 

"The Donald" è pronto a lasciare la Casa Bianca ma di certo non la politica e per questo l'ultimo messaggio lo riserva alla sua base. "Ai miei meravigliosi sostenitori: so che siete delusi ma voglio che sappiate che il nostro incredibile viaggio è appena iniziato", conclude il presidente, chiedendo alla 'Red Nation' che non si sente rappresentata dal Grand Old Party di continuare a seguirlo.

Significativo in questo senso è un passaggio della nota di Kellyanne Conway sulla leadership di Turmp quando lo definisce capo "di un movimento e di un partito". Prima il movimento - non a caso - e poi il partito. Conway è la stratega della campagna vittoriosa di Trump nel 2016, fu lei a disegnare il suo percorso vittorioso verso la Casa Bianca ed ora è lei ad indicare la strada verso un futuro che fa tremare il vecchio establishment repubblicano.