Trump contro Ford e BMW perché hanno scelto di inquinare di meno

redazione@motor1.com (Francesco Meneghini)
Trump contro Ford e BMW perché hanno scelto di inquinare di meno

Il Presidente degli Stati Uniti ha ingaggiato una battaglia via twitter con le Case auto che si sono accordate con la California

Donald Trump torna all'attacco delle Case automobilistiche, americane e non. Il tema è quello delle emissioni nocive e dei livelli che devono rispettare le auto di nuova produzione omologate e dunque in vendita sul mercato americano.

"La mia proposta ai costruttori politically correct farebbe scendere il prezzo medio di un’auto per il consumatore di oltre 3.000 dollari, rendendo allo stesso tempo le macchine decisamente più sicure. I motori girerebbero più armonicamente. Pochissimo impatto sull’ambiente! Stupidi dirigenti!" ha twittato ieri Trump che poi ha rincarato la dose, proprio alla vigilia dell'anniversario della fondazione della Cadillac, che oggi compie 117 anni.

L'obiettivo è percorrere 23,2 km con un litro

Sin dal giorno del suo insediamento, il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di ritenere le norme volute dall'amministrazione Obama troppo severe e di essere pronto a rivederle. Le Case avevano tirato un sospiro di sollievo pensando agli ingenti investimenti che avrebbero dovuto fare per raggiungere il target di 54,5 miglia per gallone, ovvero 23,2 chilometri al litro. Un valore da riferirsi alla media di tutta la gamma e che quindi include anche i cosiddetti light truck, ovvero i pick-up. Se pensiamo che la maggior parte di questi veicoli venduti in America è spinta da grossi pluri-frazionati a benzina che percorrono solo qualche chilometro con un litro, capiamo l'entità della rivoluzione.

"I leggendari Henry Ford e Alfred Sloan, i fondatori di Ford e General Motors, si stanno rigirando nella tomba di fronte alla debolezza dei manager delle loro società che vogliono spendere di più su auto non sicure e che costano ai consumatori 3.000 dollari in più"

Trump e il mondo dell'auto

La California fa da sé

Il problema è la California, che fin dagli anni Settanta può legiferare autonomamente in tema di emissioni attraverso l'Air Resources Board. Non è d'accordo con l'amministrazione Trump che vuole abbassare il target a 37 miglia per gallone, rendendolo praticamente uguale all'attuale. E la California non è da sola, perché altri dodici stati la seguono e tanto che c'è il concreto rischio di un contenzioso legale tra gli Stati e il Governo federale.

In attesa di fare chiarezza, quattro marchi si accordano con la California - BMW, Ford, Honda e Volkswagen, che coprono circa il 30% del mercato USA - per raggiungere il target di 51 miglia entro il 2026. Preferiscono, dunque, fare uno sforzo in più ma essere sicuri dello scenario in cui muoversi.

E Trump non apprezza

Ovviamente Trump non la prende bene e ammonisce FCA, General Motors, Mercedes e Toyota di non fare altrettanto, perché essere ignorato dalle Case automobilistiche sarebbe un colpo politico tremendo.

La "strategia della tensione" prosegue dunque con un ultimo tweet: "Henry Ford sarebbe molto deluso se vedesse i suoi discendenti che vogliono costruire una vettura più costosa, meno sicura e che non funziona bene perché i manager non vogliono combattere con le autorità della California. Le Case automobilistiche devono sapere che quando questa amministrazione non sarà più disponibile, la California le spremerà fino a rovinare il loro business. L'unica ragione per cui la California parla con loro è perché le norme federali offrono un'alternativa migliore".