"Trump ha fatto un promessa che non doveva fare a un leader straniero"

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Durante un colloquio con un leader straniero Donald Trump ha fatto "una promessa" così impropria da allarmare un funzionario di un'agenzia di intelligence che ha presentato una formale denuncia. E' quanto rivela oggi il Washington Post, citando due diverse fonti informate che non specificano però di quale leader straniero si tratti né la natura della promessa durante quello che sarebbe stato un colloquio telefonico.  

La denuncia del 'whistleblower', come vengono chiamati negli Usa i funzionari che si sentono costretti a violare la riservatezza a cui sono tenuti, è stata presentata all'ispettore generale della Intelligence Community, Michael Atkinson, il 12 agosto scorso.  

Nel corso delle settimane precedenti Trump ha avuto un colloquio telefonico con Vladimir Putin, il 31 luglio, ricevuto almeno due lettere "bellissime" dal leader nordcoreano, Kim Jong Un, ed ha avuto diversi incontri alla Casa Bianca, compresi quelli con il primo ministro Pakistan, il premier olandese e l'emiro del Qatar.  

Nei giorni scorsi era già emersa la notizia di uno scontro tra il la commissione Intelligence della Camera e il direttore della National Intelligence ad interim, Joseph Maguire, per la denuncia di un whistleblower. Ma il Post è il primo a rivelare che al centro vi sarebbe una comunicazione impropria di Trump, che sin dall'inizio della sua presidenza ha creato preoccupazione negli ambienti dell'intelligence per il modo disinvolto con cui gestisce le informazioni top secret.  

La disputa oggi appare destinata ad aumentare dal momento che la commissione ha convocato per un'audizione a porte chiuse l'ispettore generale Atkinson - che ha "determinato che la denuncia è credibile ed urgente", secondo quanto hanno reso noto i democratici che guidano la commissione - mentre la prossima settimana sarà la volta di Maguire, che ha assunto provvisoriamente l'incarico dopo le dimissioni il mese scorso di Daniel Coats.  

La tensione è scaturita dal fatto che Maguire, dopo essere stato informato alla fine di agosto dall'ispettore generale della denuncia, non l'ha trasmessa, come era tenuto a fare, entro sette giorni al Congresso, ma si è rivolto per un parere legale dal dipartimento di Giustizia. A questo punto, è stato lo stesso Atkinson ad informare il Congresso dell'esistenza della denuncia, senza rivelarne il contenuto.