Trump licenzia il capo del Pentagono

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Donald Trump ha annunciato su Twitter di aver destituito il ministro della Difesa Mark Esper. Al suo posto andrà Christopher C. Miller, direttore del centro Nazionale antiterrorismo.

"Sono felice di annunciare che Christopher C. Miller, l'altamente rispettato direttore del centro nazionale del Controterrorismo (confermato in Senato all'unanimità) sarà segretario alla Difesa facente funzioni, con effetto immediato. Chris farà un GRANDE lavoro. Mark Esper ha terminato. Voglio ringraziarlo per il suo servizio", ha scritto Trump.

Da alcuni giorni Esper appariva in bilico. L'Nbc aveva riferito che stava preparando la lettera di dimissioni. Il Washington post aveva anticipato una 'purga' dei collaboratori che Trump riteneva poco leali. Fra i nomi citati c'erano Esper e il direttore della Cia Gina Haspel. Esper stava fra l'altro collaborando con il Congresso per la rimozione dei nomi di generali confederati dalle basi militari americane, iniziativa poco gradita a Trump.

I rapporti fra Trump ed Esper erano tesi da giugno in occasione delle proteste per la parità razziale. Allora Trump aveva invocato l'intervento dell'esercito, ma il capo del Pentagono aveva dichiarato in conferenza stampa di essere contrario. Secondo il Washington Post, la cacciata del segretario alla Difesa mentre Trump continua a contestare il risultato del voto "fa precipitare il Pentagono in un nuovo periodo di sconvolgimento di leadership mentre i vertici cercando di riorientare le forze militari verso le minacce provenienti dall'Asia e di destreggiarsi nelle tensioni politiche in patria".

Veterano dell'esercito, il 56enne Esper era un ex lobbista per la vendita di armi. Era stato scelto come segretario alla Difesa nel giugno 2019, prendendo il posto di Patrick Shanahan, che aveva guidato il Pentagono per un breve interim dopo le dimissioni di James Mattis. In politica estera, Esper era allineato con Trump ma era sempre stato contrario a trascinare i militari in questioni politiche. Mattis aveva annunciato le dimissioni nel dicembre 2018 in polemica con le politiche di Trump in Siria. Doveva rimanere in carica fino a fine febbraio, ma Trump lo aveva bruscamente rimosso il primo gennaio.

Secondo quanto riferito dalla Cnn, Esper rivendica intanto i suoi successi, ma accetta la decisione di Trump di destituirlo. L'ex ministro della Difesa ha risposto con una lettera alla decisione del presidente Usa appena uscito sconfitto dalle elezioni. "Servo il Paese in ossequio alla Costituzione, quindi accetto la tua decisione di sostituirmi", scrive Esper, spiegando di farsi da parte con la consapevolezza di aver "ottenuto molto al Dipartimento della Difesa negli ultimi diciotto mesi per proteggere la nazione". "Il tono della lettera è in gran parte diplomatico", scrive la Cnn, secondo cui Esper ha evitato "qualsiasi critica importante a Trump o alle sue politiche".

I rapporti fra Trump ed Esper erano tesi da giugno in occasione delle proteste per la parità razziale. Allora Trump aveva invocato l'intervento dell'esercito, ma il capo del Pentagono aveva dichiarato in conferenza stampa di essere contrario