Trump licenzia il 'falco' Bolton

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il licenziamento del suo consigliere per la sicurezza nazionale, il 'falco' John Bolton.  

"La notte scorsa ho informato John Bolton che i suoi servizi non sono più necessari alla Casa Bianca. Sono stato in forte disaccordo con molti dei suoi suggerimenti, così come altri nell'Amministrazione, e quindi ho chiesto a John le sue dimissioni, che mi sono state consegnate questa mattina", ha scritto Trump in una serie di tweet. "Ringrazio John per il suo servizio. La prossima settimana nominerò un nuovo consigliere per la sicurezza nazionale", conclude il presidente Usa. 

Diversa la versione che Bolton propone, sempre su Twitter: "Ho offerto le mie dimissioni ieri sera e il presidente Trump ha detto 'Parliamone domani'". 

Troppo 'falco'. Sarebbe questo il motivo per il quale Donald Trump ha deciso a sorpresa di silurare il consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton, il terzo della sua Amministrazione. I punti di "disaccordo" tra il presidente Usa e Bolton, riporta la stampa Usa, riguardavano i dossier di politica estera più scottanti: Iran, Corea del Nord e Afghanistan.  

In particolare, le aperture diplomatiche che Trump sta facendo nei confronti di Teheran e Pyongyang hanno trovato l'opposizione di Bolton, che ha sempre ritenuto l'Iran e la Corea del Nord degli interlocutori inaffidabili. La tensione tra i due, scrive il New York Times, è cresciuta negli ultimi mesi, dopo la decisione di Trump di cancellare il già pianificato attacco aereo sull'Iran, in risposta all'abbattimento di un drone Usa, Ulteriore motivo di frizione, sarebbe stata la decisione di Trump di incontrare il leader nordcoreano Kim Jong Un nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree. 

Bolton era favorevole al bombardamento dell'Iran e contrario alle ripetute aperture nei confronti della Corea del Nord, nonostante i nuovi test missilistici di Pyongyang. Secondo il Nyt, Trump in privato si sarebbe più volte lamentato che Bolton era "troppo desideroso di trascinare gli Stati Uniti in un'altra guerra". A far decidere al presidente Usa il licenziamento di Bolton sarebbe stato anche il cattivo rapporto tra il consigliere per la sicurezza nazionale e il segretario di Stato Mike Pompeo, uno dei fedelissimi di Trump.  

"E' stato licenziato, non si è dimesso". Il segretario di stato americano Mike Pompeo ha confermato la versione - contestata da John Bolton - fornita da Donald Trump sull'allontanamento del Consigliere per la sicurezza nazionale. Pompeo è comparso davanti ai giornalisti assieme a Steven Mnuchin, segretario al Commercio, durante il previsto briefing con la stampa al quale da programma avrebbe dovuto partecipare anche Bolton. E la prima domanda rivolta al segretario di stato riguardava le dimissioni o il licenziamento di Bolton. "Il presidente ha diritto ad avere lo staff che vuole", ha aggiunto Pompeo. Poi, alla domanda se l'allontanamento di Bolton lo avesse colto di sorpresa, ha risposto: "Non sono mai sorpreso".