Trump firma il nuovo obiettivo della NASA: mandare uomini su Marte entro il 2030

Trump ha deciso: la NASA dovrà tornare a occuparsi soprattutto di missioni spaziali. L’obiettivo della sua amministrazione è dunque di esplorare nuove porzioni di spazio e mandare degli esseri umani su Marte entro il 2030.

Trump e alcuni rappresentanti della NASA dopo l’approvazione del budget dell’agenzia spaziale. (Jim LoScalzo / Pool via CNP /MediaPunch/IPX)

Si torna quindi a parlare di missioni umane nello spazio, con un testo – firmato da Trump il 21 marzo – che ha messo d’accordo la camera e il senato statunitense, votanti addirittura all’unanimità (evento più che mai raro).

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Il punto centrale della nuova rincorsa verso il pianeta rosso sarà lo sviluppo del già collaudato (ma senza esseri umani al suo interno) vettore Orion, che dovrebbe essere utilizzato per l’esplorazione dello spazio cislunare e degli asteroidi.

Insieme a Orion sarà sviluppato anche lo Space Launch System (SLS), un razzo che dovrebbe essere a fine lavori il più potente mai costruito. Il testo firmato da Trump ha una visione molto in là rispetto all’attualità: l’esplorazione umana su Marte è prevista per il 2030, ma l’obiettivo è di andare ancora più in là nel corso del secolo corrente, sfruttando non solo il rinnovato appoggio del governo statunitense ma pure quello con le azienze private.

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La notizia, che ha certamente alimentato la fantasia e l’entusiasmo degli appassionati dello spazio, è arrivata dopo alcune polemiche relative alle decisioni di Trump sulla NASA. Nei giorni precedenti era stata criticata la diminuzione del budget per le missioni dell’agenzia relative al pianeta Terra e agli studi sull’ambiente (che come si sa non è tra i primi pensieri del neo presidente).

Chiaramente questo cambiamento farà tornare la NASA alla sua mission originaria, legata solamente alla ricerca spaziale. Un capitolo della NASA che già Obama aveva anticipato nei mesi precedenti la sua dipartita. In questo senso, Obama e Trump hanno trovato uno dei pochi argomenti sui quali hanno la stessa lunghezza d’onda…

Vehicle System Test Bed (VSTB), la copia esatta di Curiosity Rover attualmente su Marte (Getty)
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