Trump visita i luoghi delle stragi. In centinaia protestano

"Pomeriggio incredibile a El Paso, Texas. Ti vogliamo bene, e siamo con te, fino in fondo!". È il tweet di Donald Trump dopo la visita ai feriti nella sparatoria di sabato scorso a El Paso, costata la vita a 22 persone. In precedenza il presidente statunitense era stato a Dayton, luogo della strage avvenuta all'indomani di quella di El Paso.

La visita del presidente degli Stati Uniti nella città texana è stata accolta dalla protesta di centinaia di persone. I manifestanti hanno protestato contro il suprematismo bianco e la retorica anti-immigrazione del presidente, che credono abbia ispirato Patrick Crusius, l'autore della sparatoria, che avrebbe pubblicato un manifesto sul forum 8chan dove parlava di una "invasione" di immigrati ispanici. Come è accaduto in precedenza durante la visita di Trump a Dayton, dove il 4 agosto c'è stata un'altra sparatoria che ha causato la morte di dieci persone - incluso l'autore - i manifestanti a El Paso hanno anche richiesto un maggiore controllo sulle vendite di armi.

Per il sindaco di El Paso, il presidente "non fa abbastanza"

Dal sabato del primo massacro, il presidente Trump è stato bombardato dalle critiche per la sua retorica A seguito degli eventi di Dayton ed El Paso, il presidente ha dichiarato che "l'odio non ha posto nel nostro Paese". Tuttavia, ha attribuito le uccisioni a un "problema mentale" degli aggressori e ha chiesto di limitare la vendita di armi a persone con malattie psichiatriche. A questo proposito, il vice sindaco di El Paso, Ricardo Lopez, ha affermato che l'attuale ripudio della violenza legata alle armi da fuoco offre l'opportunità di riformare le leggi.

"Che si concentrino sulle armi per fare qualcos'altro. Ciò che il presidente sta dicendo non è abbastanza; abbiamo bisogno di una maggiore leadership da parte sua, e non solo da lui ma dal Senato", ha affermato. Trump ha incontrato, accompagnato dalla moglie Melania, feriti e parenti delle vittime dei massacri di Dayton e El Paso. Prima di lasciare Washington, il presidente aveva sostenuto con i giornalisti che il suo pensiero non ha contribuito alla violenza delle sparatorie ma, al contrario, "unisce il popolo".