Trump voleva per muro col Messico fossa con serpenti, coccodrilli

Milano, 2 ott. (askanews) - Donald Trump avrebbe chiesto più volte di fortificare il muro ai confini con il Messico con una trincea d'acqua, piena di serpenti e coccodrilli, chiedendo i suoi collaboratori di fargli anche una stima dei costi. Il presidente Usa avrebbe fatto marcia indietro solo perché è illegale.

Le indiscrezioni compaiono nel libro "Border Wars" di 2 corrispondenti a Washington del New York Times che sarà pubblicato l'8 ottobre, ma alcuni brani sono stati adattati e pubblicati sul sito web del New York Times.

In una serie di incontri a marzo, il leader della Casa Bianca ha proposto diverse idee per rallentare l'immigrazione clandestina. Alcune delle sue altre proposte più stravaganti includevano un serpente o una trincea piena di alligatori al confine meridionale o elettrificare il muro di confine e aggiungere punte che potessero perforare la carne umana.

Le sue idee erano state respinte dall'allora segretario alla sicurezza nazionale Kirstjen Nielsen. Durante un briefing sull'autorità legale per abbattere i droni, Trump la interruppe e la chiamò "tesoro". "Kirstjen, non mi hai sentito la prima volta, tesoro?", disse Trump, secondo le fonti. "Abbattili. Tesoro, sparagli dal cielo, ok?".

La signora Nielsen, ex aiutante di George W. Bush, introdotta nel dipartimento da John F. Kelly, ex capo dello staff del presidente, si è ritrovata in una posizione pericolosa, secondo i giornalisti del New York Times poichè era considerata una "Bushie" e parte dello "stato profondo". Ed era spesso lei che doveva dire a Trump che le sue idee non potevano realizzarsi.