Tsikanoskaya: "Lukashenko ricatta l'Europa". La leader dell'opposizione bielorussa ad Atene

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"Il presidente bielorusso Lukashenko usa i migranti per ricattare l'Europa". L'accusa è di Svetlana Tsikhanoskaya, il volto più noto tra gli oppositori al governo di Minsk. Ad Atene la Tsikhanoskaya, che vivie in esilio, ha rilasciato una intervista a Euronews.

"Alle frontiere operano squadre del KGB e della polizia segreta bielorussa, e i migranti sono qundi "gruppi organizzati" e gestiti dal regime. Per l'Europa è difficile fare i conti con questa situazione, dato che i migranti sono presi in ostaggio dal sistema. Non è colpa loro se sono vittime del regime, ma non bisogna permettere a Minsk di ricattare l'Europa".

La ledaer dell'opposizione annuncia di non voler riconoscere il referendum costituzionale annunciato dal presidente, col quale verrà sancita l'istituzione di un nuovo organo di governo, l'Assemblea del popolo. Per la Tsikhanoskaya il referendum sarebbe solo una manovra diversiva inscenata dal governo di Lukashenko per confondere il giudizio dell'Unione europa

"In Bielorussia tutti capiscono che questo referendum serve solo a sollevare un polverone nei confronti dell'Europa. Come dire "guardate, sto facendo qualcosa per la democratizzazione". Ma penso che la gente sarà così spaventata dalla violenza che nessuno andrà a votare".

"Riconoscerete il risultato del referendum?"

"Naturalmente no".

Svetlana Tsikanoskaya era stata ad Atene sei mesi fa, insieme ad altri due esponenti dell'opposizione a Lukashenko, Roman Protasevich e Sofia Sapega. In quella occasione l'aereo che avrebbe dovuto farli partire da Atene venne dirottato e cistretto ad atterrare a Minsk, dove i due sono stati arrestati.

L'indagine su questa vicenda è ancora aperta. "Stiamo aspettando i risultati ufficiali dell'indagine dell'ICAO. Dopo di che trarremo le nostre conclusioni e non ci fermeremo fin quando i responsabili non saranno consegnati alla giustizia".

Ad Atene Sviatlana Tsikhanouskaya ha incontrato il ministro dell'Interno greco, Makis Voridis, per discutere la possibilità di avviare un procedimento penale internazionale per il dirottamento aereo.

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