Tso: cos'è? È applicabile ai casi di Coronavirus?

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“Se uno commette un reato così grande come l'andare a infettare delle persone e mettere a rischio la loro vita deve pagare solo una multa di mille euro? Secondo me deve esserci un Tso (Trattamento Sanitario Obbligatorio, ndr), non possiamo far decidere al paziente se farsi curare o meno”. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha lanciato la proposta durante la conferenza straordinaria di venerdì 3 luglio, indetta per lo sviluppo di un nuovo focolaio nella sua regione.

Il ricorso al Tso è stato formulato dopo il caso dell'imprenditore vicentino che ha continuato a svolgere la sua vita normalmente nonostante avesse sintomi riconducibili al COVID-19 al ritorno da un viaggio di lavoro in Serbia, rifiutando il ricovero dopo la conferma di positività al virus.

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Zaia e la nuova ordinanza regionale

Per evitare che il comportamento dell'imprenditore vicentino (che ha contagiato 5 persone e costretto all'isolamento altre 89) venga preso a modello, Zaia ha firmato una nuova ordinanza regionale in vigore dal 6 luglio. In base alle nuove misure, qualora soggetti positivi rifiutassero il ricovero, l'azienda Usll ha l'obbligo di denuncia d’ufficio alle forze di polizia. Inoltre è prevista una multa di 1000 euro per chi non rispetta l'isolamento fiduciario e la sanzione viene applicata al datore se la violazione avviene sul luogo di lavoro.

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Zaia adotta misure pesanti, che vanno nella direzione annunciata qualche giorno fa: “Se fosse per me prevederei la carcerazione: non esiste che un positivo vada in giro a prescindere. È fondamentale che ci sia un ricovero coatto, deve esserci un Tso, non possiamo stare lì a discutere con chi non si vuole farsi curare. Così andiamo allo schianto".

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Cos'è il Tso?

Dopo la proposta di Zaia, anche il ministro della Salute Roberto Speranza, sta valutando il quadro normativo del Tso per una sua applicabilità alle persone contagiate da Coronavirus, riluttanti al ricovero. Con il Trattamento sanitario obbligatorio un individuo viene sottoposta a cure mediche contro la sua volontà secondo la legge 883 del 23 dicembre 1978, articolo 34.

Solitamente è applicato in ambito psichiatrico per tutelare sia la salute della persona a cui viene attuato il trattamento, sia quella della collettività. Il Tso viene però usato anche in caso di malattie infettive.

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Condizioni per il Tso

Il Tso può essere effettuato all'interno di un ospedale pubblico per un periodo di sette giorni rinnovabili ed è disposto con provvedimento del sindaco. Affinché possa essere applicato devono sussistere tre condizioni, certificate da un medico di famiglia prima, convalidate da un secondo medico di una struttura pubblica poi:

  • la persona da curare urgentemente si trova in uno stato alterato

  • la persona rifiuta la cura

  • non è possibile adottare tempestive misure extraospedaliere

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Applicabilità del Tso ai casi di COVID-19: pareri discordanti

Con il Tso nei casi di Coronavirus ci si muove su un terreno scivoloso che lascia spazio a varie interpretazioni giuridiche. Secondo alcuni esperti è impensabile usare il Tso per i malati Covid renitenti ai trattamenti perché non si tratta di persone in situazioni di alterazione tale da richiederlo. Sarebbe forse più giusto ricorrere all'articolo 438 del codice penale sul “reato di diffusione di malattie infettive tramite propagazione di agenti patogeni".

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A dire “sì” invece al ricovero coatto è il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro. Intervistato da La Nazione ha detto che il Tso è utile “in casi estremi e ben definiti, per tenere sotto controllo l’epidemia isolando i possibili diffusori del COVID-19 che violino le norme di quarantena”.

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Sull'argomento spinoso si è espresso anche il virologo Andrea Crisanti: "Se una persona è positiva al Coronavirus, penso che debba essere messa in condizione di non trasmettere. Se non lo fa spontaneamente, penso che il Trattamento sanitario obbligatorio si renda necessario perché se qualcuno rifiuta le cure non deve mettere a rischio la salute degli altri", ha detto a Sky il direttore del dipartimento di microbiologia e virologia e dell'università di Padova.

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Achille Variati, sottosegretario al Ministero dell’Interno, sentito dal Corriere della Sera, ha definito il Tso per i casi Covid "fuori luogo" perché il trattamento sanitario "sconfina nella sfera dei diritti personali". Per questo, dice, l'ordinanza di Zaia potrebbe essere impugnata.