Tsunami Indonesia: 15 anni fa un’onda anomala uccise 230 mila persone

tsunami indonesia 2004

Il 26 dicembre del 2004 un violento tsunami colpì l’Indonesia: un’onda anomala si alzò sull’isola di Sumatra e causò la morte di 230 mila persone. Sono passati quindi anni da quel terremoto di magnitudo 9.1 che scosse la terra alle ore 7:59 del giorno di Santo Stefano. Dal sisma si generarono onde dall’altezza pari a quella dei palazzi. La popolazione ricorda ancora don profondo dolore il disastro causato dallo tsunami. Quell’evento fu il terzo terremoto più devastante che ha colpito la Terra negli ultimi 60 anni. Prima di allora, infatti, c’erano stati altri due eventi: il sisma in Cile nel 1960 (magnitudo 9.5) e quello in Alaska del 1964 (magnitudo 9.2).

Tsunami in Indonesia: 26 dicembre 2004

Un ricordo devastante quello che affligge molti paesi asiatici: lo tsunami del 26 dicembre 2004 colpì Indonesia, Sri Lanka, India e Thailandia. Un terremoto di magnitudo 9.1 generò delle onde che raggiunsero le altezze di alcuni palazzi (fino a 15 metri) e causarono la morte di 230 mila persone. La potenza delle onde si riversò in 14 Paesi e tre continenti. Almeno una quarantina di morti, inoltre, furono cittadini italiani: tra questi anche il geologo Giuseppe Negri, l’ingegnere elettronico Fabrizio Fanesi e moltissimi vacanzieri. I turisti che stavano passando le vacanze sulle isole di Phuket o Phi Phi Island, alle Maldive o in Sri Lanka, infatti, persero al vita ignari del pericolo.

I governi locali a seguito della tragedia che scosse il Sudest asiatico dovettero affrontare il problema degli sfollati: erano circa 1,5 milioni solo in Sri Lanka, più di 100 mila in India, quasi 30 mila in Thailandia e qualche centinaia di migliaia di persone anche in Indonesia.

Il ricordo

A 15 anni di distanza, però, la popolazione ha ripreso la normalità: gli abitanti si dedicano alla pesca e alle attività commerciali locali. Se nel 2004 fosse stato possibile prevedere il disastro, migliaia di persone si sarebbero salvate. Dopo questa tragedia, però, nacque l’Indian ocean tsunami warning system, uno strumento che permette di analizzare le conseguenze dei terremoti e di segnalare i tempi di arrivo stimati di eventuali onde anomale.