Tuesday’s children lavora per circa 3.000 bimbi orfani dopo 9/11

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Image from askanews web site
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New York, 8 set. (askanews) - Dell'11 settembre 2001 si ricorda che era una giornata di sole; che era mattina; che a New York qualcuno si attardava per la colazione, mentre altri erano già alle scrivanie o stipati dentro la metro, prima di giungere a destinazione. Si ricorda che alle 8.49 la CNN diede notizia di un disastro al World Trade Center e che da quel momento le immagini del volo che alle 8.46 avevano squarciato la Torre nord cominciarono a fare il girio dell'etere, seguite alle 9.03 dallo schianto di un altro aereo contro la Torre sud.

Quel giorno era un martedì, anche se pochi lo ricordano. In quel martedì oltre 100 bambini che non erano ancora nati hanno perso il loro padre. Quel martedì 2.752 bambini, la cui età media era circa 8 anni, si sono ritrovati in lutto: uno dei genitori era stato ucciso durante l'attacco all'America, perpetrato da quattro aerei che si erano schiantati contro le Torri Gemelle, il Pentagono e in un campo della Pennsylvania.

Si chiama Tuesday's children - I bambini del martedì, l'associazione nata all'indomani di quei tragici attacchi, a supporto di chi si è ritrovato improvvisamente orfano. Circa l'86% dei genitori uccisi nell'attacco dell'11 settembre erano padri e i loro figli sono stati cresciuti da un genitore solo o adottati da un'intera azienda come è successo a Robin. Suo padre Ruben era un ingegnere della Boeing. Stava volando a casa dalla moglie, quando il suo volo si è schiantato contro il Pentagono. La foto di Robin neonata è rimasta attaccata per mesi alla porta dell'ufficio del padre, con i dipendenti che l'hanno circondata di affetti e doni, considerandola "la bambina di tutti". Robin è una dei membri dell'associazione e ha voluto raccontare del suo lutto, per mantenere vivo questo padre sconosciuto e che ha cercato di mantenere in vita, quasi fingendo, durante tutte le feste del papà, quando a scuola chiedevano di realizzare lavoretti e biglietti di auguri. Il primo che ha regalato al padre mai conosciuto ha la forma di una camicia, ritagliata da un foglio di carta viola, su cui ha incollato una cravatta turchese.

L'associazione Tuesday's children, negli anni ha ampliato il suo raggio di azione, accompagnando il viaggio di dolore di chiunque abbia perso una persona cara in un attacco terroristico; in una sparatoria di massa o mentre si prestava servizio militare in patria e all'estero. Offre supoorto psicologico; training per superare i traumi; mentorship per iniziare l'università o trovare un lavoro. Nei suoi archivi ci sono le storie di tutti tanti dei bambini dell'11 settembre, ora giovani adulti che sono cresciuti inseguendo il modello di questi padri; cercandoli nella notte o alla festa di laurea o durante una partita di basket, come Ronald che continua ad indossare una maglia con il numero 33, gli anni di suo padre quando è morto, anche lui sull'aereo che ha squarciato il Pentagono.

Alcuni dei figli del 9/11 portano il peso di essere le vittime di un disastro. Non voglio dire la loro data di nascita per timore che la pietà sia la prima reazione di un incontro. Altri invece mostrano orgoglio per la capacità di resilienza che ha plasmato le loro vite. Qualcuno è diventato padre proprio nel ventesimo anniversario degli attacchi.

Claudia, che adesso ha 20 anni, ha dovuto ricostruire come un puzzle i pezzi della sua vita dopo l'11 settembre. La madre fa ancora fatica a rivivere e raccontare. Il padre si trasformava in imbianchino, per racimolare un po' di extra alla sua paga di meccanico. Quella mattina era al 104° piano della Torre nord per rimediare ad un errore di posizionamento della carta da parati, incollata da un collega. Claudia sta studiando legge e continua a chiedersi cosa il padre gli domanderebbe sugli studi, sugli hobby, sui film preferiti. Ogni anno, l'11 settembre, pubblica un tributo alla sua memoria sui social media. Nell'ultimo su Instagram ha scritto "Mi manchi più di quanto chiunque possa mai capire". La foto ritrae il nome del padre, scolpito sul bordo di bronzo delle piscine erette come memoriale sulle fondamenta delle Torri.

Per nessuno di questi bambini esiste un manuale pronto che spieghi il perché un padre sia morto durante un audace attacco ai simboli americani del capitalismo e della democrazia. Tutti loro, in questi 20 anni ne stanno scrivendo una pagina , grazie anche a Tuesday's children.

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