Tuffo di Ferragosto al mare: giovane tunisino disperso nel trapanese

tuffo ferragosto

La giornata di Ferragosto si trascorre tipicamente insieme agli amici nella classica gita fuori porta. Tuttavia, alcuni comportamenti scorretti e pericolosi possono portare a vere e proprie tragedie. Ad esempio, nel Trapanese un tuffo di Ferragosto si è trasformato in una lotta contro il tempo. Un giovane tunisino di 24 anni, infatti, si era lanciato in mare per festeggiare il 15 di agosto, ma non è più riemerso. A lanciare l’allarme sono stati gli amici che si trovavano con lui. Altri due giovani che rischiavano di annegare all’Isola delle Femmine sono stati salvati da una catena umana.

Tuffo di Ferragosto: giovane disperso

Un giovane ragazzo di 24 anni si è lanciato in mare nel classico tuffo di Ferragosto: purtroppo, però, non è più riemerso. Accade nel Trapanese, a Campobello di Mazara, dove il turista tunisino si era recato per il bagno a mezzanotte. Nella notte di mercoledì 14 agosto, infatti, da Torretta Granitola si era lanciato in mare senza tornare in superficie. Le ricerche continuano ininterrotte dalle 2 del mattino grazie al lavoro dei vigili del fuoco e del velivolo dell’aeronautica militare di Birgi. Nel Palermitano, invece, Antonio Badalamenti, un uomo di 54 anni è morto annegato vicino al lungomare di Aspra. Anche per lui la causa è stata il bagno a mezzanotte. Antonio era nato in Sicilia ma risiedeva a Chicago: era tornato nella sua terra per trascorrere il Ferragosto al mare. Purtroppo, però, l’impeto del mare in tempesta non gli ha lasciato scampo. Infatti, nella serata di ieri il mare era burrascoso e pericoloso. Il corpo senza vita del 54enne è stato ritrovato dai militari della capitaneria di porto.

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  • Quella italiana è la settima alta velocità più veloce del mondo. Un rapporto
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    Quella italiana è la settima alta velocità più veloce del mondo. Un rapporto

    L'Italia, con i suoi 896 Km di linea ad alta velocità, risulta essere al settimo posto nella classifica dedicata alle infrastrutture ferroviarie più avanzate nel mondo. Lo dice un rapporto dell'Omio, piattaforma digitale leader in Europa specializzata nella prenotazione di viaggi in treno, autobus e aereo. La classifica è stata pensata partendo da una lunga lista di Paesi con un'infrastruttura ad alta velocità avanzata, per poi prendere in considerazione i primi 20 in base alla velocità massima ed effettiva dei treni, alla lunghezza delle tratte in funzione e a quella delle tratte in costruzione.L'Italia può vantare una delle linee più veloci d'Europa, con un record di velocità massima pari a 394 km/h, secondo solo a Francia e Spagna; grazie all'alta velocità è infatti possibile percorrere i 580 chilometri della linea Milano - Roma in sole 2 ore e 55 minuti.Altro dato interessante che ci riguarda da vicino è il posizionamento nella classifica delle infrastrutture per l'alta velocità attualmente in costruzione, con i nostri 53 Km siamo quinti in Europa dopo Spagna, Austria, Regno Unito e Germania. Un'Europa protagonista della classifica, infatti dei primi paesi della speciale top ten, sei sono europei e il vecchio continente è tra l'altro anche l'unico in cui i treni ad alta velocità attraversano i confini nazionali, collegando gli stati tra loro.Per quanto riguarda gli altri stati, Francia e Spagna superano l'Italia per lunghezza dei binari alta velocità operativi, con una rete tre volte più grande di quella disponibile nello stivale. Gli Stati Uniti si posizionano solo al 16esimo posto nella classifica, con il treno veloce Acela Express che opera alla velocità massima di 240 km/h e collega Washington D.C. e Boston con solo 54 km di binari. L'Arabia Saudita è al decimo posto, dall'ottobre 2018 i 453 km della linea ad alta velocità Haramain collegano le città sante della Mecca e di Medina, trasportando ogni anno oltre 50 milioni di passeggeri.A stravincere la classifica è la Cina con dati clamorosi: 31.043 km di binari per l'alta velocità già utilizzabili, al secondo posto il Giappone con 3.041; 7.207 sono i km di lunghezza dei binari che si stanno costruendo, secondo questo parametro al secondo posto c'è la Turchia, che arriva a 1.153. La Cina ha costruito anche il treno più veloce del mondo, il CR400BF che viaggia ad una media di 350 Km/h, ma non è quello che raggiunge la velocità massima, il TGV POS francese infatti tocca i 575 Km/h.I nostri treni ad alta velocità viaggiano mediamente sui 300 km/h e, come già detto, toccano al massimo i 394. Certo, c'è da dire che non si sta parlando di impegno di un qualsiasi determinato governo, spesso è la geografia del luogo a giocare un ruolo fondamentale per quanto riguarda la velocità dei treni. In questo senso comunque l'Italia ne esce a testa alta e possiamo ritenerci più che fortunati, il prossimo step del nostro paese sarà rappresentato dal migliorare un altro dato fondamentale, quello che interessa di più gli italiani, ovvero la copertura del territorio.È quello in Italia il vero problema, così come raccontato da un articolo dal Fatto Quotidiano del giugno del 2018 che riprendeva uno studio della Commissione Europea di qualche anno fa che parlava di costi, evidenziando come di media nel nostro paese un Km di alta velocità ci costa 61 milioni di euro “contro gli appena 10,2 milioni di euro al chilometro della Parigi-Lione, i 9,8 milioni di euro della Madrid-Siviglia e i 9,3 milioni di euro della Tokyo-Osaka”.“Queste differenze abissali - continua il Fatto - sono spiegate dall'orografia, l'idrografia, la franosità e la sismica dello stivale. Solo in parte, però; giacché le radici del divario si possono anche trovare nella cattiva gestione, nelle irregolarità delle gare per gli appalti pubblici e nella corruzione, più volte segnalata da Ue e Oecd”.

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    Brexit: il “no deal” comporterà scarsità di cibo, farmaci e carburante

    Mancano 74 giorni al B-day e il Regno Unito non ha ancora trovato un accordo con Bruxelles. Vediamo i rischi che si corrono con un "no deal".

  • Vittorio Brumotti salva un cane: il padrone lo ha lasciato sul balcone
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    Vittorio Brumotti salva un cane: il padrone lo ha lasciato sul balcone

    Era rimasto sul balcone solo e sotto il sole cocente. A salvare il bellissimo Labrador ci ha pensato Brumotti insieme ai Vigili del Fuoco

  • Edoardo Raspelli dice addio a Melaverde: il divorzio da Mediaset
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    Edoardo Raspelli dice addio a Melaverde: il divorzio da Mediaset

    "Era un lavoro entusiasmante: era faticoso ma si respirava l’aria di una piccola grande squadra di amici", ha dichiarato il giornalista.

  • Elisa Isoardi: “Sarò a Ballando con le Stelle 2020, ma non so ballare”
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    Elisa Isoardi: “Sarò a Ballando con le Stelle 2020, ma non so ballare”

    "Ho energie da vendere. Quello che non so dire è se riusciranno a trasformarmi in una ballerina. Sono negata".

  • Auto su posto disabili per soccorrere la moglie incinta, multato
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    Auto su posto disabili per soccorrere la moglie incinta, multato

    "Certi episodi non accadono soltanto sugli autobus di Napoli, anche qui nel Genovese: io sono stato multato per aver lasciato l’auto in un parcheggio per disabili, mentre mi precipitavo a soccorrere mia moglie incinta di nove mesi che aveva appena accusato un malore". Lo denuncia Enrico Gatto, 42enne promoter nel settore turistico. Come scrive il Secolo XIX, l'uomo ce l’ha con i vigili urbani del paese in cui risiede con la sua famiglia - Borgo Fornari, piccola frazione di Ronco Scrivia - che gli hanno messo sul parabrezza una multa per divieto di sosta, "nonostante avessi appena detto loro che nella farmacia c’era mia moglie, che dopo tre giorni avrebbe partorito, che aveva le pulsazioni altissime".  "Credo che sia una questione di buon senso e di umanità, pagherò la multa non ci sono problemi, ho grande rispetto per le disabilità, ho un passato da volontario, ma bastava guardarci in faccia per capire che si trattava di una vera emergenza - sottolinea l'uomo - Mi sono sentito in dovere di denunciare il fatto, perché ritrovo molti punti in comune con il caso della donna di Napoli, che stava per partorire ed è stata multata per essere salita senza biglietto sull’autobus che la stava portando in ospedale". Sul caso è intervenuto il sindaco di Ronco Scrivia, Rosa Oliveri. “Invito marito e moglie in Comune con i giustificativi e, se la legge lo permette, revocheremo la multa”, assicura.

  • Quel paesino carino intravisto sulla strada delle vacanze non lo sai ma sta morendo
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    Quel paesino carino intravisto sulla strada delle vacanze non lo sai ma sta morendo

    C'è un pezzo d'Italia che muore portandosi dietro la sua identità. È quella parte dello stivale fatta di piccoli borghi, spesso arroccati in montagna, dove i bambini non nascono, i servizi diminuiscono e, senza lavoro, non si può far altro che andare via. Questi piccoli centri tornano di solito in vita ad agosto quando l'arrivo dei villeggianti e degli oriundi anima le case lasciate d'inverno alla polvere.Ma il traffico estivo è soltanto una breve parentesi. Come risulta evidente nel resto dell'anno, la maggior parte dei paesini italiani, in particolare il 72,9% su 5.500, è in contrazione demografica. E in cinque anni, dal 2012 al 2017, questi borghi sono stati lasciati da circa 300 mila abitanti, una popolazione pari, ad esempio, all'intera città di Catania. A dirlo è l'Anci, l'Associazione nazionale comuni italiani, che con il suo atlante monitora lo stato demografico dei piccoli paesi sulla base dei dati Istat.L'associazione, preoccupata per questa tendenza allo spopolamento, ha pubblicato di recente un manifesto per favorire il controesodo con alcune richieste allo stato tra cui l'aumento della semplificazione burocratica e un regime fiscale maggiormente vantaggioso, degli interventi che si andrebbero ad aggiungere ai 400 milioni già stanziati nella scorsa legge di bilancio. Anche se molti sindaci in modo autonomo da tempo sono in campo per incentivare il ritorno dei residenti nei modi più originali, come la vendita delle case chiuse e abbandonate al prezzo simbolico di un euro. Grazie a questi incentivi e ad altri fattori, quali ad esempio l'allargamento della banda larga, lo smartworking e l'aumento dei lavori digitali, tornare alle radici potrebbe non essere più così difficile. Quanto si stanno spopolando i piccoli comuniNei comuni al di sotto dei 5000 abitanti vivono circa dieci milioni di italiani, il 17% dell'intera popolazione. Quelli con il numero maggiore di residenti sono i comuni della fascia media tra i 1000-3000 abitanti. Gli stessi, però, che hanno registrato negli ultimi cinque anni il calo demografico più evidente (-4%), seguiti dai centri tra i 3000-5000 abitanti (-2,4%) e infine dai più piccoli al di sotto dei 1000, sorprendentemente più stabili (-0,7%). La media generale del 3%, come si è già detto, corrisponde a 300 mila residenti in meno dovuti sia ai trasferimenti non bilanciati a sufficienza dai nuovi arrivi, che dal rapporto negativo tra le nascite e le morti.Le conseguenze dell'esodo per chi resta possono essere pesanti: le scuole chiudono, gli uffici postali aprono solo pochi giorni a settimana, gli ospedali diventano sempre più lontani, e peggio ancora s'innesca un processo a catena difficile da arrestare, per cui la carenza dei servizi diventa una ragione in più per andare via. In questo modo alcuni comuni sono diventati ormai quasi dei borghi fantasma. Dal 2011 al 2017, i cali demografici più evidenti hanno interessato proprio alcuni paesini di poche decine di abitanti come Moncenisio nella Val Cenischia, vicina alla Val di Susa (-31%), Noasca sempre nel torinese (-29%), Fascia nel genovese (-28%) e Rhemes Notre Dome in Valle d'aosta (-28%).È possibile conoscere la variazione demografica di tutti gli altri piccoli comuni italiani sempre nel periodo 2011 - 2017, digitandone il nome nella tabella sottostante. Le percentuali sono state calcolate su dati Istat, sommando i cittadini che se ne sono andati di anno in anno (al netto di quelli arrivati) e mettendoli in relazione alla popolazione del 2011. Dove si trovano i comuni in esodoI comuni che l'Anci chiama in “esodo” perché la loro crescita demografica è inferiore a zero sono in tutto 4007. Si concentrano nelle zone interne, in particolare in montagna (41%) dove i collegamenti sono difficili e le condizioni meteo non sempre favorevoli. Ma sono molto diffusi anche a bassa quota nella collina interna (35%), in questo caso specialmente nel Mezzogiorno. Una quota consistente è però presente perfino in pianura (16%). Se ne contano di meno, invece, lungo le coste, sia in collina (7%) che in montagna (1,7%).Lo spopolamento di questi paesi non porta al declino semplicemente delle comunità sia pure con il loro enorme bagaglio di costumi e tradizioni antiche, ma del territorio nel suo insieme. I terreni abbandonati, infatti, stanno trasformando il paesaggio, aumentando il rischio idrogeologico.Contrariamente al luogo comune, non ci sono sui paesini in esodo grandi differenze tra il nord e il sud Italia. É un problema del tutto trasversale. Anzi, le prime due regioni per numero di piccoli comuni in via di spopolamento sono il Piemonte (762) e la Lombardia (600) che lasciano indietro a notevole distanza la Campania (276), la Sardegna (262), la Calabria (253) e così via. In Piemonte, in particolare, si tratta per lo più di borghi sotto i 1000 abitanti (428), un dato in controtendenza con quello nazionale che vede in contrazione demografica soprattutto i comuni di fascia media. A riprova dell'assenza di una netta linea di demarcazione tra nord e sud, agli ultimi posti in classifica ci sono la Puglia (70), la Toscana (89), le province autonome di Trento e Bolzano (89) e infine la Basilicata (92). Un controesodo è possibileI cittadini italiani non stanno scappando da tutti i piccoli comuni. Alcuni paesini riescono in qualche modo a resistere. Sono quelli rimasti in questi sei anni “stazionari” (9,6%) e soprattutto i comuni del “controesodo” (17,5%), usando una definizione dell'Anci, che hanno registrato un aumento dei residenti maggiore della media nazionale ferma all'1,77%. D'altronde, nei paesini ci si sente più sicuri, si respira un senso di comunità, si è a contatto con la natura e la vita è meno stressante. In tutti i casi, poi, gioca un ruolo la “scelta di cuore”, o meglio il desiderio di non tagliare i ponti con la propria famiglia.Ma se è un motivo comune a tutti i piccoli centri, a caratterizzare in particolare i comuni del controesodo sembrerebbe un'altra ragione, ovvero la loro posizione. La maggior parte di queste municipalità si trova, infatti, in collina litoranea o in pianura, comunque fuori dalle cosiddette zone interne.Con l'ultima legge di bilancio è stato stanziato un fondo dell'importo di 400 milioni per la messa in sicurezza di collegamenti stradali, edifici pubblici e culturali, in generale per tutti gli investimenti strutturali nei piccoli comuni. Un intervento riconosciuto, ma non ritenuto sufficiente dall'Anci che lo scorso luglio ha lanciato la sua agenda per il controesodo avanzando diverse richieste, tra cui la stabilizzazione di questi finanziamenti nel tempo e altri vantaggi di natura fiscale.Molti sindaci, però, hanno deciso di non aspettare l'aiuto dello Stato, lanciandosi nella sfida al controesodo con iniziative singolari. La più conosciuta è la vendita simbolica delle case dei centri storici abbandonate dai loro proprietari al costo di un solo euro. L'idea lanciata per la prima volta da Vittorio Sgarbi nel 2010 a Salemi è stata copiata poi da altri primi cittadini. E ha fatto il giro del mondo grazie a un video della Cnn che parlava di questa incredibile opportunità, facendo riferimento specificamente al caso del borgo siciliano di Sambuca.Dopo l'episodio, si sono moltiplicati comuni che hanno adottato lo stesso stratagemma e per il successo dell'iniziativa la rete televisiva Discovery Channel ha addirittura in programma di realizzare una serie ambientata in alcune di queste case. A seconda dei Comuni che hanno lanciato iniziative di questo tipo, per la compravendita sono necessari alcuni requisiti: presentare un piano di ristrutturazione dell'immobile (spesso è richiesto di coinvolgere maestranze locali per fare impulso all'economia del posto) del valore di almeno 15-20mila euro, farsi carico di tutte le spese notarili e di registrazione e far partire i lavori entro un periodo limitato, da qualche mese a massimo tre anni dal momento in cui si ricevono tutti i permessi.Per alcuni comuni questa iniziativa sta avendo molto successo: sia in Sicilia che in Sardegna alcuni paesini hanno visto arrivare moltissime proposte di acquisto. L'unico neo? Si tratta nella gran parte di acquirenti stranieri, che quindi potrebbero avere interesse a utilizzare queste case come luogo di vacanza occasionale o come struttura turistica, non come abitazione. Non necessariamente, dunque, le vendite rappresenteranno una possibilità di ripopolamento del posto, con l'insediamento di nuovi abitanti. Ma anche così, per i piccoli comuni potrebbe essere un'occasione unica di monetizzazione, rivalutazione e messa in sicurezza del patrimonio edilizio.

  • Salerno, portata in ospedale con la febbre alta: morta una 12enne
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    Salerno, portata in ospedale con la febbre alta: morta una 12enne

    I medici dell'ospedale pediatrico del Ruggi d'Aragona hanno provato in tutti i modi a salvare la piccola: purtroppo non c'è stato nulla da fare.

  • Un incendio sull'isola di Gran Canaria ha costretto all'evacuazione 5 mila persone
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    Un incendio sull'isola di Gran Canaria ha costretto all'evacuazione 5 mila persone

    Un violento incendio nell'isola turistica spagnola di Gran Canaria ha costretto l'evacuazione di circa 5 mila persone. Lo hanno reso noto le autorità che avvertono che potrebbero volerci giorni per controllare il rogo. L'incendio, che si è diffuso nella regione montuosa di Cruz de Tejeda, popolare tra i turisti per i suoi panorami mozzafiato, è "estremamente feroce" e "instabile", ha dichiarato il presidente delle Isole Canarie, Angel Victor Torres, in una nota. Al momento non sono state segnalate vittime.Più di 600 vigili del fuoco e 14 aerei sono al lavoro per contenere le fiamme, ostacolati da forti venti e alte temperature. "Le prossime ore saranno molto importanti perché le previsioni del tempo per la notte non sono buone", ha spiegato Torres che teme l'aumento delle temperature. L'incendio è scoppiato pochi giorni dopo che un altro rogo nella stessa regione aveva costretto l'evacuazione di centinaia di persone. Gran Canaria è la seconda più popolosa delle Isole Canarie nell'Atlantico al largo della costa nord-occidentale dell'Africa. L'anno scorso le Canarie hanno totalizzato 13,7 milioni di visitatori stranieri, di cui oltre la metà provenienti da Gran Bretagna e Germania.

  • Epstein, l'amico francese e quelle notti da 100 mila dollari
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    AGI

    Epstein, l'amico francese e quelle notti da 100 mila dollari

    Avido di sesso, presunto stupratore, disposto a concedere centinaia di sue modelle all'amico Jeffrey Epstein, con il quale si era creato un rapporto così forte da sancirlo con la formula della relatività di Einstein, E=MC2. La prima lettera indicava l'iniziale del cognome del finanziere newyorkese, le altre due il nome della sua agenzia di modelle fondata a Miami grazie al finanziamento di Epstein. E poi orge a base di champagne, e ragazze concesse a miliardari che pagavano anche centomila dollari per una notte di sesso.Sono i dettagli emersi sulla figura di Jean-Luc Brunel, 72 anni, francese, ex capo delle agenzie di modelle Karin Models e Mc2, uno dei presunti appartenenti al "cerchio magico" di Epstein, il finanziere morto suicida sabato in cella, nel carcere federale di Manhattan, dove era rinchiuso da luglio con l'accusa di traffico sessuale di minorenni. Brunel avrebbe recitato un ruolo di primo piano nell'organizzazione, un sistema su cui gli investigatori stanno cercando di fare luce.L'agente delle modelle è stata una delle persone che più ha frequentato Epstein per dieci anni: volò nel suo jet privato almeno quindici volte, era una presenza fissa a Palm Beach ed era andato a trovare il finanziere in carcere quasi settanta volte, quando era finito in carcere, una prima volta, nel 2008.Dai documenti desecretati sono emersi appunti confidenziali di Brunel per Epstein, tra cui uno, del 2005, con scritto: "Ho una maestra per insegnarti a parlare russo. Ha 28 anni, bionda. Le lezioni sono gratuite, puoi chiamarla già oggi". Una delle principali accusatrici di Epstein, Virginia Roberts Giuffre, ha detto di essere stata forzata ad avere rapporti sessuali con lo stesso Brunel, e lo ha accusato di avere usato, negli anni, la sua agenzia per procurare ragazze per Epstein, scelte soprattutto tra quelle più povere e disagiate, soprattutto nell'est Europa, occupandosi di tutto: dal reclutamento all'ottenimento del visto.Secondo Giuffre, Brunel avrebbe fornito a Epstein più di mille ragazze. Il racconto coinciderebbe con quello fatto da un'ex dipendente dell'agenzia MC2, Martiza Vazquez: la donna ha raccontato all'Fbi che Brunel aveva assunto persone con il compito di individuare belle ragazze in Sud America, Europa e nell'ex Unione Sovietica. Le più belle venivano mandate nell'appartamento di Epstein nell'Upper East Side e messe a disposizione di clienti che arrivavano a pagare fino a centomila dollari a notte. Se le ragazze non si fossero rese disponibili a "essere molestate", non sarebbero state pagate.Brunel ha respinto con decisione ogni accusa, dicendo che la sua ex dipendente voleva vendicarsi per essere stata licenziata. Dopo lo scoppio del primo scandalo, che aveva portato all'incriminazione e alla condanna del finanziere nel 2008, tra Brunel ed Epstein era calato il gelo. Il francese gli aveva chiesto addirittura i danni a Epstein, sostenendo che il suo scandalo aveva danneggiato il suo "buon nome" nel mondo della moda, facendogli perdere milioni di dollari.

  • Brambilla libera un'aragosta in mare
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    Brambilla libera un'aragosta in mare

    "L'aragosta che ho salvato, almeno lei non sarà bollita viva! Basta crudeltà". Con un tweet la forzista Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente, annuncia di aver restituito un'aragosta al suo habitat naturale, il mare. Il tweet incorpora un video in cui si vede la parlamentare compiere la missione di salvataggio: in un ristorante davanti a un acquario mette l'aragosta viva in una borsa, poi in mare la libera portandola "il più lontano possibile per evitare che sia catturata di nuovo".  "Esposti in bella vista ancora vivi, scelti da clienti facoltosi, portati al tavolo per essere pesati davanti ai loro occhi... e poi gettati sempre vivi nell’acqua bollente. Ecco la terribile sorte di aragoste, astici, granchi e tutti i crostacei nei ristoranti - scrive Brambilla nel video postato su YouTube - Basta atrocità! Gli chef dovrebbero rifiutarsi di seguire questo crudele rituale... tutti gli animali devono essere rispettati".

  • "Il morbillivirus sta uccidendo i delfini, ma io non sono preoccupato"
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    AGI

    "Il morbillivirus sta uccidendo i delfini, ma io non sono preoccupato"

    La notizia della morte dell'ennesimo delfino – già 48 casi nel 2019, 49 con quest'ultimo – nelle acque del Tirreno, davanti a Ostia, non sorprende Fulco Pratesi, storico ambientalista e Presidente onorario del Wwf. “Dicono sia colpa di questo Morbillivirus che li colpisce e li annienta, così come colpisce i cetacei e anche altri mammiferi. Ma bisogna anche saper accettare che ci siano queste ondate di epidemie da cui poi la natura fortunatamente si riprende”.Gli ultimi quattro soggetti deceduti e analizzati dall'IZS, Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana nella sua unità operativa, tutti ritrovati sulle coste toscane nei mesi di giugno e luglio 2019, hanno ad esempio evidenziato "una importante positività per il Morbillivirus dei cetacei (CeMV)", secondo quanto riportato nella relazione dopo l'autopsia. Tutti e quattro i soggetti, dunque, sono risultati positivi al virus CeMV, che colpisce soltanto i cetacei ed è patogeno solo per questi animali. Del resto, il riscontro di Morbillivirus nei mammiferi marini spiaggiati in Toscana non è una novità; già nel 2013 e ancora nel 2016 si è assistito ad importanti epidemie di tale virosi che però hanno interessato principalmente la specie Stenella striata.Pratesi ha dedicato una vita intera alla tutela e alla salvaguardia dei delfini che una volta venivano cacciati per farne il musciame, una specie di carne di delfino settata che era una grande leccornia soprattutto a Genova e negli altri paesi costieri. “Era una tremenda mattanza – ricorda – la carne si vendeva anche a gran prezzo, un po' come il caviale o come la bottarga”, spiega il veterano degli ambientalisti italiani, che aggiunge: “Ma oggi, sia di delfini che anche di balene se ne cominciano a vedere più di un tempo. Una volta era un caso, ora arrivano anche sotto costa, vicino alle spiagge. Va ricordato che fino ad una ventina di anni fa, prima che come Wwf facessimo delle battaglie a protezione dei delfini, questi venivano uccisi”.Può essere che anche la densità aumentata dei delfini nelle nostre acque possa aver influito sul diffondersi del Morbillivirus?"Certamente. Riguarda sicuramente un aumento delle infezioni, delle malattie, così come per gli uomini anche per gli animali il morbillo è una malattia che si diffonde per contagio".Perché è cresciuto il numero di delfini nelle nostre acque?"Sono meno perseguitati. Così come anche i gabbiani, del resto, anche altri animali. Non c'è più quella smania ossessiva di cacciare, di uccidere qualunque cosa che voli o che nuoti. Fino a non molti anni fa si sparava a tutto. Io ho 85 anni, e sono stato cacciatore, e posso testimoniare quale fosse l'atteggiamento degli italiani e anche di altri popoli nei confronti della fauna, compresa quella marina: si uccideva di tutto".Domanda provocatoria: non sarà che oggi, anche grazie a importanti battaglie ambientaliste, si caccia meno e questo crea degli squilibri nella natura?"È un discorso molto complicato. Certamente il numero dei cacciatori e dei patentati che possono caciare è molto calato, anche se persistono numerosi bracconieri. Il problema della fauna che aumenta, come i cinghiali, il cui numero è cresciuto in modo esponenziale, è un problema, un problema di controllo. Che non si risolve certo a fucilate. Ci sono dei momenti in cui certe specie aumentano a dismisura e questo in qualche modo diventa un problema per tutto l'ecosistema".Torniamo ai delfini. Prima di arrivare alla conclusione che si tratti di Morbillivirus, si era pensato che una concausa di questi decessi potesse attribuirsi all'innalzamento della temperatura dell'acqua del mare. È credibile anche questa seconda ipotesi?"Non è credibile perché certamente la causa è il Morbillivirus, però quella dell'innalzamento della temperatura è sicuramente una concausa. Almeno relativamente alla diffusione del morbillo. Non dimentichiamo anche la presenza abnorme, eccessiva e cancerosa di plastica nelle nostre acque. I delfini mangiano tutto quello che ha un'apparenza di essere commestibile, così come anche le tartarughe. Ma la cosa principale è questo virus, che certamente il riscaldamento delle acque favorisce nella sua diffusione". Come può intervenire l'uomo?"Bisognerebbe riuscire a vaccinare questi animali ma è praticamente impossibile catturarli e poi sarebbe danno per loro. Bisogna accettare che ci siano queste passate di epidemie o altre cause da cui poi la natura fortunatamente si riprende".Quindi è un gioco anche di riequilibrio della natura, si può dire?"Certo, mai accettare di dire ‘questo è un disastro!' Anche dopo gli incendi, che in questo periodo stanno devastando molte montagne, dopo molti anni tornano dei boschi ancora migliori di quelli che c'erano prima".Cosa la colpisce di più della morte di questo ennesimo delfino?"La mancanza di un amico, questo mi colpisce. Un amico e un alleato nell'uomo, scellerato nei suoi stili di vita. Ma non sono preoccupato, in ogni caso, i delfini non sono una specie in via di estinzione. Se si trattasse di una foca monaca lo sarei di più. Ma anche la foca monaca piano piano sta tornando".

  • Di Maio: Salvini ha pugnalato alle spalle M5s e il Paese
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    Di Maio: Salvini ha pugnalato alle spalle M5s e il Paese

    "La verità è che un governo c'era, era forte e qualcuno l'ha buttato giù per rincorrere i sondaggi. Mentre i ministri MoVimento 5 Stelle erano al lavoro, lui era in spiaggia a pensare come fregare tutti. Questi sono i fatti". Così il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, in un post su Facebook."Non voglio scendere in polemiche. Qui le cose sono molto chiare", afferma il vicepremier, che elenca: "1. chi sapete voi (non voglio nemmeno nominarlo) ha sfiduciato il governo chiedendo di tornare al voto in pieno agosto, pugnalando alle spalle non solo il MoVimento 5 Stelle ma il Paese; 2. lo ha fatto perché non voleva tagliare i parlamentari e i loro stipendi, due proposte del MoVimento. Diceva persino che il taglio dei parlamentari era una Salva-Renzi; 3. quindi è tornato da Berlusconi e anche Berlusconi gli ha dato picche, perché nemmeno lui si fida più della sua parola; 4. quando ha capito di aver fatto un disastro è tornato sui suoi passi, iniziando ad offendere il sottoscritto e il MoVimento 5 Stelle e inventandosi la storia dell'accordo col Pd. Voi una persona che si comporta così come la definireste? Credereste ancora alla sua parola?", conclude Di Maio."Oggi ci siamo incontrati insieme a Beppe, Davide, Roberto, Alessandro, Paola e i capigruppo. Siamo forti e compatti e questo spaventa qualcuno", prosegue il vicepremier, "noi non rispondiamo alle offese, noi pensiamo solo al Paese e a non far aumentare l'Iva perché con quel che hanno provocato c'è pure questo rischio. Così come rischiamo la chiusura di alcune fabbriche in tutta Italia perché non riusciamo ad approvare il decreto legge su Whirlpool, ex-Alcoa e simili. Il 20 saremo al fianco del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il MoVimento 5 Stelle non tradisce mai la parola data agli italiani".

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    Turista francese disperso in Cilento, le ipotesi sulla scomparsa

    "Sto morendo di dolore, sono caduto in una scarpata, ho le gambe rotte, aiutatemi".