Tumore al polmone, in Sardegna medici e pazienti fanno "rete" -3-

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Roma, 12 nov. (askanews) - Tante storie, tante vite, tante esperienze ed un fattore comune: quella mutazione genetica che rende questo tipo di tumore al polmone diverso da tutti gli altri. Perché oggi non ci si limita a fare una diagnosi di 'tumore al polmone' ma è possibile avere la 'carta d'identità' di quel tumore, conoscerlo nei dettagli e, grazie a test mirati, scoprire se si tratta di una forma che presenta una particolare mutazione genica (come EGFR, ALK, ROS1) e, quindi, può essere trattata con farmaci altamente selettivi, 'a bersaglio molecolare'.

Davanti ad una diagnosi di tumore al polmone, quindi, il test molecolare è fondamentale: perché per quella piccola percentuale di pazienti con mutazione genica (il 5% dei tumori al polmone non a piccole cellule mostra il riarrangiamento del gene ALK) la terapia a bersaglio è una realtà concreta ed è quindi corretto fare tutto il possibile, in fase di diagnosi, per capire se è una strada da percorrere.

«Sappiamo che la percentuale di pazienti con tumore al polmone che presentano traslocazione di ALK è piuttosto contenuta - dice Annamaria Carta dirigente medico U.O Oncologia Medica Ospedale A.Businco di Cagliari- ma sappiamo anche cosa significhi in termini di aumento della sopravvivenza identificare precocemente questi pazienti per poter iniziare tempestivamente le terapie a bersaglio. Davanti ad un paziente con tumore del polmone, soprattutto se giovane e non fumatore, è imperativo sottoporlo al test di ALK perché se non lo facciamo rischiamo di sottrargli anni di sopravvivenza. Se un paziente ALK+ non viene sottoposto al test non si saprà mai di questa traslocazione e quindi non sarà mai trattato con la terapia migliore possibile. Stesso discorso se si esegue il test tardivamente. Non tutti i pazienti con tumore al polmone presentano la traslocazione di ALK ma in quei casi l'inizio più precoce possibile delle nuove terapie si traduce con una maggiore aspettativa e qualità di vita. Oggi i pazienti sono più informati di un tempo e quindi è importante che anche loro al momento della diagnosi parlino con l'oncologo della possibilità di fare il test.

Così come davanti ad un test negativo, se il paziente presenta comunque le caratteristiche per essere ALK+ è doveroso da parte di un oncologo chiedere un nuovo test e approfondire tutti gli aspetti. Nulla deve restare intentato».

Da alcuni anni sono a disposizione farmaci biologici innovativi che hanno dimostrato una maggiore efficacia e tollerabilità rispetto alle terapie standard. Nel tumore con riarrangiamento di ALK, in particolare, i farmaci biologici a disposizione non solo hanno allungato l'aspettativa di vita rispetto alle terapie standard, ma si sono dimostrati efficaci anche nel controllo delle metastasi cerebrali. In Sardegna - i dati sono del Registro Tumori AIRTUM - si stima che l'incidenza del tumore del polmone nel 2019 sia di 81 casi ogni 100mila abitanti negli uomini e di 19,7 casi nelle donne. Sempre nel 2019 i nuovi casi di tumore al polmone siano 900 (700 negli uomini e 200 nelle donne). Nel 2016 (ultimo dato Istat disponibile) i decessi per tumore al polmone in Sardegna sono stati 878 dei quali 662 negli uomini e 216 nelle donne.