Tumori, 50% pazienti soffre malnutrizione: allo studio terapie -3-

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Roma, 26 set. (askanews) - La nutrizione parenterale (PN) è una terapia salvavita per adulti e bambini per i quali la nutrizione orale ed enterale sono controindicate (utilizzo della PN totale) o insufficienti (utilizzo della PN supplementare). Le line guida cliniche raccomandano il ricorso alla PN per un'ampia varietà di pazienti con insufficienza intestinale, per pazienti critici ospedalizzati o sottoposti a interventi chirurgici e per i pazienti oncologici durante i trattamenti oncologici attivi. La PN presenta vantaggi nutrizionali, funzionali e clinici, e i dati vengono raccolti per dimostrare che un uso tempestivo della PN porta a una riduzione dei costi dovuta a un minore ricorso alla ventilazione meccanica e a minori infezioni.

Se, da un lato, le cure nutrizionali ottimali possono migliorare i risultati ottenuti dai pazienti oncologici, dall'altro, il personale sanitario e i pazienti spesso non sono consapevoli del ruolo centrale esercitato dalla nutrizione clinica nella cura dei tumori. La perdita di peso e la riduzione dell'appetito sono infatti spesso considerate conseguenze 'normali' della chemioterapia. Non esistono inoltre linee guida europee specifiche per la nutrizione nel paziente oncologico né viene effettuata formazione in questo ambito. Infine, un gran numero di oncologi non riconosce e spesso ignora le gravi conseguenze della malnutrizione dovuta al cancro. Oltre il 50% degli oncologi non monitora lo status nutrizionale o la perdita di peso nei pazienti, mentre due terzi di loro non fornisce indicazioni su come migliorare l'apporto nutrizionale. In mancanza di formazione, di linee guida oncologiche e di screening nutrizionali obbligatori, i pazienti vengono lasciati soli e sono vulnerabili alla malnutrizione e alle sue conseguenze. Eseguire una valutazione dei pazienti a rischio di malnutrizione è fondamentale per eseguire screening nutrizionali precoci e regolari e per iniziare il supporto nutrizionale in fase precoce, invece di considerarla unicamente come parte del supporto per il fine vita.