Tumori: Airc, 'in Italia a ricerca solo 1,4% Pil contro 2% media Europa'

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Roma, 19 nov. (Adnkronos Salute) – "Fra le conseguenze della crisi pandemica che abbiamo vissuto negli ultimi 2 anni, a fianco di quelle drammatiche ve n'è una che assume una valenza positiva. Mi riferisco all'accresciuta sensibilità nei confronti della ricerca scientifica e all'aumento della percezione della scienza come fattore cruciale per lo sviluppo civile, sociale ed economico del Paese. In Italia la spesa complessiva in ricerca e sviluppo, pari all'1,4% del Pil, è molto inferiore a quella media europea, pari a circa il 2% (Istat)". Lo ha detto il presidente della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Andrea Sironi, durante l'annuale cerimonia dedicata alla Fondazione, appuntamento conclusivo dei 'Giorni della ricerca', in corso al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Minori investimenti in ricerca – ha ammonito Sironi – non hanno solo un impatto sull'innovazione e sulla crescita della produttività, ma anche sul capitale umano. Dal 2010 ad oggi, Airc ha destinato finanziamenti superiori al miliardo di euro a sostegno della ricerca oncologica del nostro Paese, sostenendo i migliori progetti di ricerca e la formazione delle carriere dei nostri scienziati. E' importante che i giovani che operano in Italia possano godere di condizioni di maggiore stabilità con l'inserimento in un percorso professionale caratterizzato da chiari criteri meritocratici che associno a determinati risultati specifici progressi di carriera".

"Airc è nata oltre 50 anni fa dall'idea lungimirante che la ricerca è l'arma fondamentale per arrivare a curare il cancro", ha ricordato Federico Caligaris Cappio, direttore scientifico di Fondazione Airc. "Negli ultimi anni – ha aggiunto – i laboratori di ricerca hanno visto un cambiamento epocale: a medici, biologi, biotecnologi si affiancano sempre più informatici, matematici, chimici, data manager, infermieri di ricerca, sottolineando l'importanza cruciale della massa critica, dell'organizzazione e della complementarietà delle competenze. Le nuove tecnologiche stanno radicalmente cambiando la chirurgia oncologica e la radioterapia".

"Ora più che mai – ha aggiunto Caligaris Cappio – è necessario accelerare il nostro impegno comune, perché il cancro non è entrato in lockdown durante la pandemia. Gli screening non eseguiti e i rallentamenti nelle procedure diagnostiche hanno causato una riduzione delle diagnosi precoci, con il rischio di gravi ritardi nell'individuazione della malattia e possibili riduzioni delle guarigioni nei prossimi anni".

"Durante l'università – ha ricordato Silvia Piconese, ricercatrice dell'università Sapienza di Roma – ho capito che la risposta immunitaria poteva essere sfruttata per combattere i tumori. Mi è subito sembrata un'idea magnifica, quindi ho cercato un laboratorio che si occupasse di immunologia dei tumori, dove svolgere il mio dottorato di ricerca. L'ho trovato all'Istituto tumori di Milano. E lì ho incontrato Fondazione Airc, di cui ho conosciuto subito due delle sue anime, quella scientifica e quella del volontariato. Quando col mio gruppo abbiamo deciso di scommettere su uno studio del metabolismo delle cellule T, Airc ha scommesso insieme a noi, assegnandoci un importante finanziamento".

"Grazie ad Airc – ha raccontato – abbiamo acquistato l'identità di un vero gruppo, e quello che era il sogno di una sola è diventato il progetto di una squadra. Il motto dei Giorni della ricerca 2021 ci ricorda che 'E' questo il momento': il momento di finanziare e supportare la ricerca scientifica italiana, di favorire la formazione di nuove generazioni di scienziati, di appianare le disuguaglianze nell'accesso all'istruzione e alla cura".

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