Tumori, documento di consenso su 'nuova oncologia'

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Più di 350mila italiani si ammaleranno di cancro nel corso del 2020. La buona notizia, però, è che i progressi nella diagnosi e nelle terapie riescono a ridurre i tassi di mortalità. Il rapporto sui 'numeri del cancro'' presentato pochi giorni fa' contribuisce a descrivere un panorama in profondo mutamento: quello della ricerca e della clinica in oncologia. "La misura più evidente del processo di cambiamento è la recente introduzione di terapie efficaci per molti tipi e fasi di tumori privi al momento di terapie efficaci", commenta Nello Martini, presidente della Fondazione Ricerca e Salute e coordinatore di un gruppo di lavoro che ha preparato un importante documento di consenso su un aspetto fondamentale di questa 'nuova oncologia', che sarà presentato il 26 ottobre 2020 a Roma.

Siamo abituati a pensare alle malattie oncologiche - si legge in una nota - riferendole ad un apparato e localizzandole in un determinato organo del nostro corpo. Parlando, infatti, di cancro della prostata o di tumore al seno e così via. In termini tecnici, di un’oncologia di tipo 'istologico' che dalla localizzazione del tumore passava alla istologia, alla determinazione dell’avanzamento della malattia - o stadiazione - fino alla definizione della migliore strategia terapeutica. Un approccio che ha orientato anche la progettazione e l’organizzazione dei luoghi di cura.

"Da qualche anno - prosegue Martini - è emerso e sta ancora precisandosi un nuovo paradigma che si basa sull’individuazione nei tumori di specifiche alterazioni molecolari. Sono proprio queste che consentono di prevedere con una buona approssimazione la sensibilità del tumore a terapie mirate o all’immunoterapia. Terapie più 'precise' con un bersaglio definito: non a caso si ricorre spesso anche all’espressione inglese target therapies".

Si tratta - prosegue la nota - di un cambiamento culturale impensabile fino a qualche decennio fa, che avrà effetti significativi sulla salute dei malati oncologici. Ma non solo: anche sulla organizzazione del Servizio sanitario nazionale. La 'rivoluzione' scientifica comporta un cambiamento dell’organizzazione dei servizi sanitari coinvolti nell’assistenza: inoltre, forse prima ancora delle terapie e all'accesso ai nuovi farmaci oncologici, sono le procedure diagnostiche a dover essere ripensate, dalla profilazione genomica alla gestione dei dati.

La complessità insita nell’interpretazione dei dati di profilazione genomica e nella scelta appropriata delle terapie mirate rende necessaria l'istituzione dei Molecular Tumor Board (Mtb) nell’ambito delle Reti oncologiche regionali con carattere multidisciplinare. Si tratta di gruppi di lavoro multidisciplinari che comprendono figure diverse: medici, specialisti in oncologia molecolare, genetisti, patologi molecolari, bioinformatici clinici, data manager, farmacologi, farmacisti e infermieri di ricerca. Una squadra forte di diverse competenze utili per colmare la distanza tra conoscenze cliniche e potenzialità genetica nella pratica oncologica. Il compito principale del Molecular Tumor Board è l’interpretazione del profilo genomico di un tumore e la raccomandazione, al medico curante, del farmaco più appropriato per il paziente.

"Questa piattaforma consentirà di produrre nuove, fondamentali conoscenze e renderà più rapido e mirato l’accesso dei malati alle terapie innovative, permettendo di valutare l’efficacia di questi trattamenti e di monitorare i costi, con un conseguente migliore governo della pratica clinica", conclude Martini.