Tumori, formazione care-giver fondamentale per benessere paziente

Mpd

Roma, 12 nov. (askanews) - La maggior parte dei pazienti oncologici quando inizia le terapie impara a convivere con un piccolo dispositivo colorato che è la porta di accesso più sicura ai farmaci. Uno studio e le attività messe in atto dall'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) dimostrano che anche il caregiver opportunamente formato è equiparabile all'operatore per la gestione dei PICC (Peripheraly Inserted Central Catheter). E' il catetere venoso centrale ad inserzione periferica, tecnicamente chiamato PICC che garantisce maggiore sicurezza biologica a paziente e operatore sanitario: non danneggia le vene periferiche della persona ammalata, l'operatore non rischia punture accidentali e stravasi di farmaci, e riduce le infezioni.

L'IRE, grazie ad un gruppo di lavoro guidato da Paolo Basili, coordinatore infermieristico, e un team di infermieri specializzati in accessi venosi, ha posto un attenzione particolare alla gestione di questo importante dispositivo per l'infusione di chemioterapici da oltre un decennio: un unico ambulatorio dedicato per impianto e gestione dei PICC; un database che registra e monitora l'impianto per tutto il tempo della gestione ed utilizzo; una intensa attività formativa dedicata agli operatori dell'IRE, del territorio nazionale e persino provenienti dall'estero. Il risultato osservato è che si riducono le infezioni, le ospedalizzazioni, le interruzioni di terapie e si aumenta la consapevolezza e l'empowerment di tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura.

"La nostra mission - evidenzia Branka Vujovic, Direttore sanitario IFO - è puntare all'eccellenza di diagnosi e cura attraverso un lavoro di miglioramento continuo di tutto il processo di presa in carico della persona a partire dall'accesso in ospedale. Lo possiamo fare attraverso un approccio multidisciplinare di lavoro in team e soprattutto grazie dati e risultati della ricerca. Ridurre gli accessi e le infezioni è un risultato importantissimo e su cui continuiamo a lavorare". (Segue)