Tumori: Ieo-UniTo per cure cellulari, vaccino terapeutico entro 2021

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Alleanza tra l'Istituto europeo di oncologia di Milano e l'università di Torino per nuove terapie cellulari anticancro. L'Irccs fondato da Umberto Veronesi ha siglato un accordo di collaborazione con il Centro di biotecnologie molecolari (Mbc, Molecular Biotechnology Center) dell'ateneo torinese, per la messa a punto di trattamenti sperimentali innovativi che utilizzano geni, tessuti o cellule per sfruttare le capacità dell'organismo di combattere i tumori. Il primo progetto riguarda lo sviluppo di un vaccino terapeutico disponibile entro fine anno, annuncia una nota.

L'intesa - si legge - prevede l'utilizzo di laboratori dell'Officina cellulare o Cell Factory dell'Mbc per la complessa preparazione di cellule da utilizzare in programmi di terapia cellulare condotti dall'Ieo. Il primo progetto è relativo appunto alla preparazione e alla sperimentazione di un vaccino antitumorale per curare forme iniziali di linfoma follicolare. Si impiegano cellule immunitarie del paziente, adeguatamente predisposte e attivate nell'Officina cellulare di Torino, che verranno poi re-iniettate nei pazienti seguiti in Ieo a Milano. Una prima esperienza, già in fase di valutazione dell'Istituto superiore di sanità, propedeutica per sviluppare in seguito terapie cellulari di tipo Cat-T per neoplasie ad alto rischio, sia ematologiche che solide.

"Le terapie cellulari rappresentano una frontiera promettente in oncologia e un ambito prioritario per Ieo - spiega il direttore scientifico dell'Istituto, Roberto Orecchia - Richiedono tuttavia non solo capacità di ricerca, ma anche strutture dedicate con personale altamente specializzato, da sottoporre a rigorosi processi di verifica da parte degli enti nazionali. Per questo abbiamo pensato di metterci in rete con laboratori già esistenti e con una solida esperienza. Mbc è risultato il partner ideale, perché dispone di una Cell Factory tecnologicamente all'avanguardia che nel 2017 ha ricevuto l'autorizzazione dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa ed è circondata da un contesto di ricerca ai massimi standard internazionali. Tutto è pronto per dare il via alla sperimentazione clinica del vaccino contro il linfoma follicolare. Entro fine anno tratteremo i primi pazienti".

"L'accordo con Ieo è un'opportunità per sviluppare la ricerca clinica accademica, con dei programmi autonomi - afferma Fiorella Altruda, direttore Mbc - Riteniamo sia opportuno creare dei percorsi indipendenti di ricerca e di produzione, su piccola scala, di cellule preparate per l'uso terapeutico nei pazienti. L'accordo Ieo-Mbc è un ottimo esempio, perché unisce la conoscenza e competenza clinica di un Irccs con il know-how e le strutture di un centro accademico di ricerca biotecnologica".

"I vaccini terapeutici sono un tema di ricerca centrale in oncologia - commenta Corrado Tarella, direttore del Programma Ematologia Ieo - Negli Usa sono stati effettuati numerosi studi clinici, sia nei linfomi che in tumori solidi".

"Il principio d'azione" dei vaccini anticancro "è simile a quello delle vaccinazioni per malattie infettive, come quella anti-Covid: lo scopo - precisa Tarella - è di indurre il sistema immunitario ad attivarsi contro un'infezione" e "nel nostro caso l''infezione' è il tumore. Si sa da tempo che il problema dell'inerzia del nostro sistema immunitario contro il cancro è dovuto al fatto che, per vari motivi, le cellule cancerose non vengono più riconosciute come estranee e dunque pericolose. Per questo si è pensato di renderle più visibili dal sistema immunitario. In Ieo preleviamo le cellule del tumore del paziente insieme a speciali cellule immunitarie, le cellule dendritiche. Nella Cell Factory di Torino i due tipi di cellule vengono 'cimentati' l'uno all'altro e le cellule dendritiche attivate vengono purificate, per poi essere re-infuse al paziente in Ieo, con una semplice iniezione sottocute e successivi 3 richiami. Le cellule dendritiche, una volta in circolazione, mandano un segnale di attivazione ai linfociti T e B che vengono così attivati e stimolati a distruggere le cellule tumorali".

I vantaggi per il paziente sono significativi, evidenzia la nota. Si sfruttano al massimo le sue difese immunitarie per bloccare la crescita tumorale, con un approccio che non comporta particolari tossicità. Si inizierà con il linfoma follicolare, ma già si pensa di estendere la sperimentazione del vaccino ad altre forme di emopatie ad andamento clinico non aggressivo e, in futuro, a selezionati tumori non-ematologici.

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