Tumori, l'Italia è quinta nella classifica europea sulla mortalità

Angela Iannone
Yahoo! Notizie
Tumore al polmone, donne campane sono le italiane più a rischio
Napoli, (TMNews) - La salute delle donne campane è a rischio per colpa di fumo e inquinamento. I dati parlano chiaro: nella regione i casi di tumore al polmone sono superiori del 10% rispetto alla media nazionale, cifra che sale al 15% se si parla di donne. Un incremento che riguarda in particolare alcune zone specifiche della Campania, come spiega il dottor Gaetano Piccinocchi presidente della Società italiana di Medicina Generale di Napoli che ha realizzato lo studio inisieme con il Consorzio Nazionale delle Cooperative Mediche. E non è un caso, dicono i medici napoletani, che le donne campane siano anche le più accanite fumatrici d'Italia: il numero di dipendenti dalle sigarette supera del 20% la media nazionale. A questo si aggiunge un territorio difficile fra emergenza rifiuti e pericolo diossina. "Non abbiamo dati certi ma le malattie sono aumentate nelle zone in cui ci sono problemi di rifiuti tossici e inquinamento"

La società moderna e i suoi progressi possono essere visti da due punti di vista differenti.
Se da una parte, infatti, la migliore alimentazione, i servizi igienici e i medicinali hanno portato ad un allungamento della vita media, dall'altra parte sono proprio altri aspetti di questo progresso, come l'industrializzazione e alcuni stili di vita poco salutari a far sì che la metà dei decessi in Europa siano causati da malattie croniche o tumori.

Sono i dati provenienti da un attento studio coordinato da Jeroen Hasselaar, ricercatore del Dipartimento di Anestesiologia, Dolore e Medicina Palliativa de Medical Center della Radboud University di Nijmegen, nei Paesi Bassi. I risultati - pubblicati recentemente sulla rivista British Medical Journal Supportive & Palliative Care - riportano i dati di ognuno dei 27 paesi dell'UE, dimostrando come la percentuale di decessi "graduali", ovvero non improvvisi come incidenti ecc., siano legati a malattie lunghe e degenerative. Evidenziando inoltre come in Europa manchino cure efficaci e strategie palliative efficienti sia a breve che a lungo termine.

I dati provengono dal conteggio dei certificati di morte non improvvisa avvenuti nel 2007: su una popolazione totale dell'Unione Europea di 495 milioni ne sono deceduti 4,8 milioni. Di questi, la percentuale più alta - uno su quattro - è morta di cancro, seguita da insufficienza cardiaca cronica, da malattie respiratorie croniche, diabete, insufficienza epatica cronica, demenza, malattie neurologiche, insufficienza renale cronica, Hiv e Aids.
Una statistica che varia ovviamente da paese a paese, anche se il risultato complessivo dimostra che il tasso di mortalità per cancro e malattie croniche è di 409 ogni 100.000 abitanti. A detenerne il primato, la Bulgaria, seguita da Ungheria e Danimarca. Il tasso di mortalità più basso invece lo troviamo a Cipro, seguito da Irlanda e Slovacchia.
E l'Italia? Con i suoi 431 decessi su 100.000 abitanti, il Bel Paese si classifica al quinto posto nella graduatoria europea. Focalizzando inoltre la ricerca solo sugli over 65 e rapportandolo al tasso medio europeo - 1783 decessi ogni 100mila abitanti - risulta che in Italia si muore più di tumore ma meno di malattie croniche.
Un dato che fa riflettere: propio in questi giorni, un gruppo di ricercatori dell'Università di Firenze, dell'università di Napoli e del dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio ha pubblicato un report sui tassi di mortalità a Taranto, in seguito alle polemiche sulla chiusura dell'Ilva. I risultati dimostrano che la mortalità è aumentata dell' 8-27% e che le principali cause di decesso sono i tumori maligni, le malattie cardiovascolari e le malattie respiratorie, con picchi allarmanti soprattutto nei quartieri più vicini alla zona industriale.

La ricerca del dott. Hasselaar fornisce anche un'altra preziosa informazione. Analizzando i dati sulla prevalenza dei sintomi tra i decessi per cancro e patologie croniche, si è scoperto che migliaia di ammalati avevano accusato prima di morire sintomi come dolore, depressione, ansia, confusione, stanchezza e affanno. Un campanello d'allarme sull'inefficacia - più o meno rilevante a seconda dei Paesi - delle politiche sanitarie europee. I ricercatori credono quindi nella necessità di "migliori strategie e strutture di cure palliative per alleviare questi sintomi e migliorare la qualità della vita”.

Lance Armstrong "eroe" al Congresso mondiale su cancroMontreal, (TMNews) - Bagno di folla per Lance Armstrong a Montreal, in Canada, in occasione del Congresso mondiale sul cancro. L'ex corridore texano, lascia da parte lo scandalo doping e si dedica al suo impegno per la lotta ai tumori. Non parla delle sue vicende giudiziarie che hanno di fatto annullato i suoi 7 trionfi al Tour de France. Durante il Congresso, Armstrong ha fatto soltanto una piccola allusione alla vicenda, affermando: "Il mio nome è Lance Armstrong, sono un sopravvissuto al cancro. E sì, ho vinto sette volte il Tour de France". Il pubblico lo adora. "Probabilmente è colpevole, ma non più di altri, ma lui è speciale e per me resta al top" dice quest'uomo. "Penso che Lance Armstrong ha fatto così tante cose buone nelle suo vita che cancellano tutto il resto, non mi interessano assolutamente le accuse che gli vengono mosse" aggiunge questa ragazza. "Ho avuto due volte il cancro, per me è una lui è stata una fonte di ispirazione, il lavoro che ha fatto è straordinario" conclude un ciclista amatoriale.













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