Tumori, oncologi: più di 2 anni per accedere nuovi farmaci

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Roma, 25 ott. (askanews) - I prontuari terapeutici regionali vanno aboliti. Oggi, nella maggior parte delle Regioni, hanno carattere vincolante e determinano gravi conseguenze a danno dei pazienti oncologici, che in qualche caso devono aspettare più di due anni per accedere ai farmaci anticancro innovativi. Tempi di latenza che nel nostro Paese sono, in parte, superati con diverse disposizioni che regolano l'accesso e la prescrizione di farmaci già approvati dall'ente regolatorio europeo (EMA, European Medicines Agency), prima del rimborso a carico del Servizio Sanitario Nazionale: è il cosiddetto early access, cioè l'accesso anticipato alle terapie.

La denuncia arriva dall'Aiom - Associazione Italiana di Oncologia Medica, ed in una nota si spiega che i percorsi principali sono l'accesso al Fondo AIFA del 5% e la legge 648/1996, che consentono la totale rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale, e l'uso compassionevole/nominale, con fornitura gratuita da parte dell'azienda farmaceutica.

Proprio per sensibilizzare oncologi e pazienti, Aiom e Fondazione AIOM hanno realizzato per la prima volta due opuscoli sull'early access, che saranno distribuiti in tutte le oncologie e presso le associazioni dei pazienti. Le pubblicazioni, rese possibili con il supporto non condizionato di AstraZeneca, sono presentate oggi al XXI Congresso Nazionale AIOM in corso a Roma. "I farmaci autorizzati dall'agenzia regolatoria europea vengono commercializzati nei singoli Stati membri dopo periodi più o meno lunghi, che possono essere anche molto diversi - afferma Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. (Segue)