Tumori, per 26% pazienti con cancro stomaco malnutrizione già alla diagnosi

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Disparità di accesso ad alimenti a fini speciali, mancanza di nutrizionisti e servizi dedicati e, dunque, di indicazioni sui corretti comportamenti alimentari da tenere nel percorso di malattia: sono queste le difficoltà maggiori con cui si scontrano quotidianamente i pazienti con tumore allo stomaco, per i quali la nutrizione è un salvavita. E le conseguenze sono gravi: fino al 26% dei pazienti con malattia avanzata presenta malnutrizione sin dalla diagnosi con impatto negativo sulla possibilità di eseguire terapia con farmaci antitumorali, sulla prognosi e la progressione di malattia.

Al fianco dei pazienti e dei loro bisogni, ci sono l’Associazione 'Vivere senza stomaco… si può!', Fondazione Aiom, la Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo (Sinuc) che, con la Rete oncologica pazienti Italia (Ropi), hanno partecipato alla stesura del nuovo Quaderno che accompagna con consigli nutrizionali (e non solo) i pazienti con tumore allo stomaco. La pubblicazione sarà presentata, in un webinar, lunedì alle 18 sui siti www.fondazioneaiom.it e www.reteoncologicaropi.it. Il Quaderno è già scaricabile gratuitamente sui due siti.

Il 25% dei pazienti sottoposti a gastrectomia riferisce disturbi alimentari dopo la chirurgia per le conseguenze di pasti sbagliati, come la 'sindrome da svuotamento rapido' (dumping syndrome) che causa sensazione di svenimento, dolori addominali, disturbi gastro-intestinali, un drastico calo della glicemia. Un quadro che potrebbe essere alleviato, se non risolto, con una puntuale educazione nutrizionale al paziente, attuata da figure professionali esperte nel rispetto dell’accordo Stato-Regioni siglato nel 2017 che prevedrebbe la presenza di un nutrizionista nelle strutture oncologiche, in realtà ancora oggi assente in gran parte di esse.

"La corretta nutrizione è terapia per il paziente oncologico – spiega la presidente di Fondazione Aiom e di Ropi, Stefania Gori – ed è tanto più importante in caso di tumore allo stomaco in cui lo stato nutrizionale è fondamentale per affrontare la malattia e le terapie. Purtroppo ancora oggi il 20% dei pazienti con tumore allo stomaco vive il pasto come una 'criticità' insormontabile. Un percepito che impone di offrire a questa categoria di pazienti figure professionali e servizi che li educhino alla corretta nutrizione, con indicazioni sulla qualità e quantità degli alimenti e consigli pratici importanti, come bere lontano dai pasti o distendersi dopo mangiato nel caso di pazienti sottoposti a gastrectomia".

"Queste indicazioni – aggiunge Maurizio Muscaritoli, docente di Medicina interna presso il Dipartimento di Medicina Traslazionale e di precisione dell’Università La Sapienza di Roma – consentono al paziente di poter gestire meglio anche la ‘sindrome da svuotamento rapido’ (dumping syndrome), un complesso di sintomi quali sensazione di svenimento, perdita di coscienza, dolori addominali, sintomi gastro-intestinali che possono essere presenti nel 20-25% di pazienti sottoposti a gastrectomia parziale o totale, che possono comparire poco dopo il pasto o a 1-3 ore di distanza.".

"Il nome della nostra Associazione – dichiara la presidente ' di Vivere senza stomaco… si può!, Claudia Santangelo – vuole essere un messaggio di speranza per tutti coloro che ricevono una diagnosi di tumore e un luogo in cui condividere esperienze e consigli comportamentali, con l’intento di non fare sentire nessuno solo nella gestione della propria malattia. In tema di alimentazione e nutrizione, chiediamo la presenza di nutrizionisti, su tutto il territorio, così come previsto dall’accordo Stato-Regioni del 2017 e quindi centri di riferimento cui rivolgersi nel nostro percorso di cura. Fondamentale, inoltre, l’accesso gratuito agli alimenti medici ai fini speciali in tutte le regioni italiane, perché alimentarsi bene è parte della cura".