Tumori, siglato accordo di legislatura su priorità lotta a cancro

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Roma, 16 set. (askanews) – In vista delle imminenti elezioni politiche, 43 associazioni di pazienti oncologici e onco-ematologici del Gruppo “La Salute: un bene da difendere” ha siglato a Roma, con tutte le forze politiche, un nuovo accordo di legislatura sulle priorità della lotta al cancro per i prossimi cinque anni.

L’accordo ha come pilastri l’accesso alle diagnosi e alle cure, l’innovazione, la presa in carico del paziente, la gestione della cronicità e il coinvolgimento delle associazioni nei tavoli decisionali. Insomma, un manifesto programmatico in 12 punti che racchiude le criticità e le aree di intervento prioritarie nella lotta contro i tumori, con cui attualmente convivono oltre 3 milioni e 600mila italiani.

Tra gli intenti anche quelli di ridare vita, dopo le elezioni, all’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”, già operante nelle ultime due legislature in modo del tutto trasversale agli schieramenti.

Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus e coordinatrice del Gruppo, ha spiegato che l’accordo è in totale continuità con lo spirito della collaborazione avviata con partiti e istituzioni sin dal 2014. Ci sono importanti aggiornamenti sul fronte della prevenzione, visto che il Covid ha bloccato per quasi due anni screening e controlli, ma anche delle novità assolute.

“Stiamo lavorando, un punto anche nuovo, diciamo. È quello del Molecolar Tumor Board che non c’era nella scorsa legislatura, nei punti, ma visto come la ricerca sta andando avanti e quindi come si possono caratterizzare e tipicizzare le varie tipologie di tumori abbiamo inserito questo punto perché andare a fare una medicina personalizzata e quindi andare a lavorare su un obiettivo certo aiuta sicuramente a fare diagnosi più tempestive e soprattutto cure mirate”.

Per Alberto Scanni, presidente emerito del Collegio italiano dei primari oncologi ospedalieri, sono tre le aree d’intervento in campo sanitario che dovrebbero avere la precedenza.

“Le priorità per quanto riguarda le tematiche di carattere oncologico direi che sono fondamentalmente quelle di avere riduzione dei tempi di attesa da parte dei pazienti, per avere certi esami, potenziamento, da parte del sistema, delle strutture con apparecchiature ottimali e in terzo luogo una informatizzazione più precisa per quanto riguarda i sistemi di collegamento e fascicolo sanitario”.

L’accordo punta a tutelare a tutto tondo i diritti delle persone con tumore, persino quando sono guariti, ha sottolineato Riccardo Perrone, coordinatore dell’associazione Lorenzo Perrone Onlus.

“Sì perché oggi direi guarito vuol dire tutto e non vuol dire niente, soprattutto a livello sociale. Infatti ci siamo occupati del diritto all’oblio, cosa vuol dire? Oggi quando una persona per la scienza è libera da malattie da un certo numero di anni è guarita, per cui avrebbe il sacrosanto diritto di chiudere questa sua esperienza in un cassetto e non riaprirlo più. Invece, quando si trova a interagire con banche e assicurazioni per chiedere un mutuo, fare un finanziamento, fare un’assicurazione sulla vita è sempre costretto a dichiarare il suo passato di paziente oncologico e questo comporta per lui delle discriminazioni”.

Un esempio tangibile di quanto l’esperienza sul campo delle associazioni possa contribuire a migliorare le scelte nei tavoli decisionali.