Tumori: stop alle metastasi colpendo cellule dormienti

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Roma, 9 mar. (askanews) - Pubblicata sulla prestigiosa rivista "Nature Cell Biology" ((https://rdcu.be/b17sC) una nuova ricerca coordinata dall'Università di Padova - Dipartimento di Medicina Molecolare - e dal Francis Crick Institute di Londra, che dimostra come le cellule sane del polmone di pazienti con tumore alla mammella, aiuterebbero le cellule metastatiche a sopravvivere ed entrare in uno stato di quiescenza. Colpire questi segnali di sopravvivenza permetterebbe di uccidere le cellule tumorali prima dell'insorgenza di metastasi.

La letalità della maggior parte dei tumori è data dalla capacità delle cellule tumorali di viaggiare in altri organi, rispetto a quello dove si sono originate, un processo chiamato metastasi. Una volta colonizzati altri organi, le cellule tumorali possono crescere, andando a compromettere la funzionalità dell'organo. Sappiamo che tutte le cellule del corpo, per funzionare correttamente, hanno bisogno di trovarsi in un ambiente che esse riconoscano come "casa", tecnicamente chiamata "nicchia".

Ma come fanno dunque delle cellule tumorali di un organo a sopravvivere in un altro organo, cioè in una nicchia totalmente diversa? Negli ultimi anni si è capito che anche le cellule tumorali, come quelle sane, richiedono una particolare nicchia, ma sono in grado di costruirsela, una volta arrivate nell'organo bersaglio.

In alcuni tipi di tumore inoltre, come il tumore alla mammella o alla prostata, accade frequentemente che le cellule metastatiche non crescano subito una volta arrivate nell'organo bersaglio (solitamente polmoni, fegato, cervello ed ossa), ma entrano in uno stato di "letargo" (o "dormancy") in cui riescono a sopravvivere per molti anni prima di crescere. Ogni anno in Veneto, vengono diagnosticati circa 4500 nuovi casi di tumore alla mammella, 50000 nell'intero Paese, e metà dei pazienti con tumore alla mammella estrogeno-positivi (circa il 70% dei casi) sviluppano metastasi da 5 a 20 anni dopo la rimozione chirurgica del tumore primario.

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