Tumori: stop alle metastasi colpendo cellule dormienti -2-

Cro-Mpd

Roma, 9 mar. (askanews) - "Nonostante le recidive tardive siano un fenomeno molto frequente per alcuni tipi di tumore, sappiamo ancora poco dei meccanismi che stanno alla base della dormancy - spiega il dottor Marco Montagner, autore dello studio -. Scoprire i segnali che permettono l'adattamento delle cellule tumorali al nuovo ambiente e capire quali siano i componenti della nicchia, è fondamentale per elaborare delle terapie che uccidano le cellule metastatiche silenti, prima che si risveglino e formino delle metastasi".

I ricercatori hanno scoperto che le cellule tumorali della mammella instaurano un dialogo con le cellule sane del polmone che permette loro di sopravvivere nel nuovo ambiente. Questa interazione permette loro di attivare un vero e proprio programma di sopravvivenza; ad esempio sintetizzano delle proteine che fungono da impalcatura (la nuova nicchia cellulare) ed emettono dei prolungamenti che permettono loro di ancorarsi saldamente a quest'impalcatura. Al centro di questo programma c'è il gene sFRP2, che viene acceso dalle cellule tumorali una volta arrivate al polmone e che regola la formazione dei prolungamenti.

"Abbiamo usato dei "topi modello" per dimostrare che le cellule tumorali in cui sFRP2 veniva bloccato, non sono in grado di sopravvivere al polmone - dice Montagner -. Per studiare con più precisione la relazione tra le cellule sane del polmone e le cellule metastatiche, abbiamo poi creato un sistema che mima alcune delle caratteristiche cellulari e biofisiche dell'alveolo polmonare. Grazie a questo modello artificiale, siamo riusciti ad identificare un trattamento farmacologico che blocca l'adattamento delle cellule tumorali al nuovo ambiente e che uccide le cellule tumorali silenti disseminate ai polmoni dei topi trattati. È probabile che non tutte le cellule tumorali dipendano dagli stessi segnali ed il nostro lavoro sarà quello di scoprirne altri che possano uccidere più efficacemente le cellule disseminate al polmone e in altri organi; ma capire se ci siano dei meccanismi comuni ai diversi segnali, ci permetterà di identificare i processi essenziali di sopravvivenza e di colpirli prima dello sviluppo di recidive".