Tunisia, Ghribi: "Dalla crisi Ucraina dobbiamo uscire più indipendenti"

(Adnkronos) - "La crisi ucraina ha avuto un impatto sulle forniture di grano, non solo nel mio paese. E', dunque, una questione globale, non tunisina. La lezione che noi, come tunisini, possiamo trarne, è la stessa che anche gli europei hanno ricavato da questa vicenda: autonomia e indipendenza, accorciamento delle catene del valore, sono un elemento essenziale per la stabilità delle democrazie e per la forza delle stesse nel contesto internazionale. Dobbiamo essere indipendenti il più possibile". A dichiararlo, parlando con l'Adnkronos della situazione in Tunisia, è Kamel Ghribi, tunisino, presidente di Gksd Investment Holding e vice presidente del Gruppo San Donato. "Anche il Sahel sta soffrendo molto e dobbiamo pensare anche ai popoli per noi fratelli", ha sottolineato.

"Purtroppo - ha ricordato - questa crisi arriva dopo l’altra, quella sanitaria, che aveva già fiaccato le economie globali, e che anche nel nostro paese aveva determinato gravissime conseguenze. Per me è motivo di soddisfazione e orgoglio dire che sia come Gksd che come Gruppo San Donato, abbiamo dato una grande mano al mio paese con equipaggiamenti di mascherine, ventilatori, ossigeno nei momenti più acuti della crisi pandemica".

Ghribi ha sottolineato come a "questo nostro sostegno, proveniente da un gruppo privato, si è sommato l’appoggio e l’amicizia dello Stato italiano, e di questo dobbiamo ringraziare il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Tutto ciò è il riflesso di un livello delle relazioni davvero eccellente, come ha detto l’ambasciatore d’Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara, e come mi sento di confermare. Una relazione che sta dando i suoi frutti anche nella gestione dei flussi migratori provenienti dalla Tunisia, come dimostra il decremento di oltre il 15% dall’inizio dell’anno a oggi rispetto allo stesso periodo del 2021. La collaborazione con l’Italia, con la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e con tutte le articolazioni dello Stato Italiano è davvero ad un livello straordinario".

Quanto alle azioni da considerare prioritarie in Tunisia, "a mio avviso devono essere gli investimenti in agricoltura e, dato che abbiamo la fortuna di svegliarci con il sole e andare a letto con il sole, in energie solari per rafforzare la nostra indipendenza energetica. Bisogna quindi - ha affermato l'imprenditore tunisino - sostenere gli sforzi per le riforme del Presidente in questa fase così difficile in cui si svolgeranno le consultazioni elettorali. Anche perché queste riforme sono un vincolo imprescindibile nel rapporto con il Fondo Monetario Internazionale. Non dobbiamo convincerci che sia un nesso che riguardi solo il Fondo Monetario Internazionale e la Tunisia perché ogni qualvolta un ente o un’istituzione concede finanziamenti, parallelamente chiede un benchmark di risultati. Lo stesso è accaduto per esempio per i fondi per il Recovery Plan Europeo a beneficio dei paesi che li hanno ricevuti e a cui sono state chieste delle riforme".

"Sul piano strategico - infine - credo che la Tunisia debba sempre di più rafforzare il proprio rapporto con l’unione Europea e, all’interno di essa, con il vicino più prossimo e amico che è l’Italia. Voglio essere molto chiaro: la sicurezza della Tunisia non è solo un interesse nazionale tunisino ma anche dell’Italia e dell’Europa poiché la stabilità della Tunisia è elemento essenziale della stabilità e sicurezza della regione mediterranea ed è elemento di sicurezza per l’intera Unione Europea. Noi dobbiamo essere pronti a lavorare, attraverso una seria politica di vicinato con l’Unione Europea. Io personalmente continuerò a mettere tutto il mio impegno in questa direzione e lo farò con grande passione e amore per il mio paese e anche per l’Italia cui mi lega un vincolo profondo di amicizia".

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