Tunisia, oggi legislative: 15.000 candidati per 217 seggi

Fth/Orm

Roma, 6 ott. (askanews) - Oltre sette milioni di elettori tunisini sono chiamati alle urne oggi per eleggere il secondo parlamento dopo la rivolta dei Gelsomini, sfociata nel 2011 nella caduta dell'ex regime di Zine El-Abidine Ben Ali scomparso lo scorso 19 settembre in esilio a Gedda. Da allora il Paese nordafricano ha avviato una transizione democratica per molti versi riuscita, ma oggi si ritrova in un momento estremamente delicato della sua vita politica ed economica.

Il parlamento monocamerale viene eletto a breve distanza dal primo turno delle presidenziali (15 settembre) e a solo una settimana dal ballottaggio, che vedrà sfidarsi per la guida dello Stato il giurista Kais Saied e l'oligarga dei media Nabil Karoui, in carcere da mesi con l'accusa di riciclaggio e frode.

Sono oltre 15.000 i candidati che concorrono in 33 circoscrizioni elettorali per 217 seggi del parlamento, secondo i dati dell'Alta Commissione elettorale indipendente. Ben 1.592 le liste, 642 delle quali "indipendenti", 200 di più rispetto alle elezioni del 2014.

A sfidarsi su tutto il territorio nazionale con candidati in tutte le circoscrizioni, sono tuttavia solo 10 partiti politici: Il più accreditato è comunque Ennahda, movimento islamico nella coalizione dell'attuale governo che ha 68 deputati, ma che rischia secondo i sondaggi un forte ridimensionamento.

nell'assemblea nell'attuale parlamento. A seguire il movimento "Viva la Tunisia", dell'attuale premier Yussuf el Shaahed che conta su 43 deputati. Le altre formazioni sono: "Appello Tunisia", (oggi ha 26 deputati); la "Corrente Democratica", movimento di centro destra con 3 deputati; Movimento nazionalista "Il Popolo" il liberale "Orizzonti Tunisia".

Da tenere nel conto "Il Cuore della Tunisia", partito fondato di recente proprio da Nabil Karoui, che con il 15,6 delle preferenze al primo turno della presidenziali sfiderà nel ballottaggio del prossimo 13 ottobre Qais Saeed, giurista indipendente che ha conquistato il primo posto con oltre il 18% dei voti alle presidenziali. Due figure fuori dagli schemi politici, in diverso modo 'anti-sistema' e una di queste dovrà confrontarsi con la nuova assemblea parlamentare che uscirà dalle urne domenica.

Il risultati del voto odierno saranno resi noti la settimana prossima.