Turchia: "Pronti all'offensiva, a breve nostri soldati in Siria"

Roma, 9 ott. (askanews) - È tesa la situazione tra i curdi e la Turchia. Ankara, attraverso il ministero della Difesa, ha fatto sapere di essere pronta a lanciare la sua offensiva contro le milizie curde nel Nord della Siria, dicendo che i soldati "attraverseranno a breve il confine" tra i due Paesi e spiegando di aver già completato "tutti i preparativi per l'operazione". Sono stati inviati rinforzi, carri armati e veicoli blindati lungo la linea di confine.

Una strategia che fa seguito all'annuncio, poi parzialmente ritrattato, del presidente americano Donald Trump di ritiro delle truppe americane dal Paese. Un annuncio che di fatto ha destabilizzato soprattutto i curdi delle Forze siriane democratiche (Sdf) che hanno combattuto contro l'Isis, sostenuti fino ad ora dagli Stati Uniti. L'esercito turco ha già bombardato una delle loro posizioni, hanno scritto su Twitter i curdi, riferendosi alla città di confine di Ras al-Ain.

In passato c'erano già stati brevi scontri tra le forze turche e siriane al confine, non è detto quindi che il bombardamento sia il preludio alla vasta operazione annunciata dalla Turchia.

Intanto, le autorità semi-autonome curde in Siria hanno lanciato "una mobilitazione generale di tre giorni" per far fronte alle minacce di un'offensiva turca, esortando i residenti del Nord-Est a "resistere". "Proclamiamo uno stato di mobilitazione generale per tre giorni nella Siria Nordorientale", ha dichiarato l'amministrazione semi-autonoma curda in una nota, "Chiediamo alla nostra gente di andare nell'area di confine per garantire resistenza in questo delicato momento storico."