## Turchia verso elezioni, allarme economia per Erdogan -3-

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Istanbul, 13 giu. (askanews) -

Per contro, il governo turco si vanta della crescita del 7,4% registrata nel 2017. "Anche il 2018 è partito alla grande e nonostante gli attacchi economici e gli inganni continueremo a crescere su solide macro-basi", ha scritto lunedì scorso in un tweet Erdogan. Ma diversi economisti sottolineano che una tale crescita non è sostenibile. "Perché va di pari passo con un deficit del 7% delle partite correnti e un'inflazione che supera gli obiettivi prospettati di 7 punti percentuali", commenta l'economista Ugur Gurses su Hurriyet. A ciò va aggiunta la limitata sofisticazione nelle produzioni domestiche, e il fatto che la maggior parte delle esportazioni riguardano prodotti agricoli e manifatturieri a medio e basso contenuto tecnologico, a fronte di un vasto consumo interno che si basa su beni di importazione. "Nel 2017 il tasso delle partite correnti era pari al 4,76% del pil, mentre nel 2018 è salito al 7,87%", aggiunge sempre Gurses. "La Turchia crede che la crescita avuta durante il periodo di liquidità abbondante e a buon costo sia uno stato di benessere prodotto da sé. Ma ora che questa liquidità sta diminuendo arranca pesantemente".

Secondo un sondaggio realizzato a maggio dalla società Metropoll il 51,5% della popolazione turca ritiene che il problema più grande del paese sia proprio l'economia. Resta solo da vedere come questa percezione si tradurrà in sede elettorale.