Turchia, Zingaretti a Di Maio: “Stop alla missione Nato Active Fence”

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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio annuncia che il blocco delle esportazioni di armi alla Turchia potrebbe coinvolgere anche i “contratti in essere”. In apertura della direzione del PD Nicola Zingaretti però sottolinea: “”Se le ostilità non dovessero cessare, l’impegno italiano nella missione Nato Active Fence deve esaurirsi”.

La condanna dell’offensiva turca

“Con la Turchia siamo ovviamente legati da vincoli di Alleanza Atlantica, ma ciò non toglie che, di fronte ad azioni unilaterali di questa portata, l’Italia debba immediatamente condannare l’avvio delle operazioni militari da parte turca, sia in ragione del prezzo umanitario di tale intervento, che consideriamo inammissibile, sia in ragione del rischio che una tale offensiva possa pregiudicare gli sforzi compiuti dalla coalizione anti-Daesh, a cui anche l’Italia ha dato il suo contributo” è con queste parole che Luigi Di Maio chiarisce la posizione del governo in merito all’ultima crisi siriana.

Nel corso dell’informativa alla Camera, il ministro degli Esteri ha al contempo puntualizzato però che “questo governo continua a ritenere che non possa e non debba essere militare la risposta alla crisi siriana”. Il leader pentastellato riferisce quindi che il 10 ottobre 2019 ha convocato alla Farnesina l’ambasciatore turco in Italia, al quale, spiega, “abbiamo ribadito la nostra convinzione che non esiste una soluzione militare alla crisi siriana, e che, al contrario, si possa trovare una composizione stabile e duratura solo attraverso la diplomazia e il dialogo politico”.

Di Maio evidenzia poi come anche i ministri degli Esteri della Lega Araba abbiano “espresso una ferma ed unanime condanna dell’operazione turca, definita nel comunicato finale come ‘un’invasione del territorio di uno Stato arabo e un’aggressione alla sua sovranità’“.

Di Maio: stop armi alla Turchia

Il ministro degli Esteri comunica quindi che l’Italia non parteciperà all’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo prevista ad Istanbul a partire da giovedì 17 ottobre. Come atto pratico, invece, il governo, annuncia, bloccherà “l’esportazione di armamenti verso Ankara”. Luigi Di Maio precisa inoltre “di aver dato immediate disposizioni per l’apertura di un’istruttoria inerente i contratti in essere“.

Il ministro degli Esteri esorta infine tutti Paesi membri dell’UE a “mettere in campo ogni possibile strumento diplomatico, per fermare l’azione della Turchia, in linea con le conclusioni adottate dal Consiglio di ieri (14 ottobre, ndr) a Lussemburgo”.

La missione Nato Active Fence

Nel corso della direzione del PD, Nicola Zingaretti sostiene però anche che l’Italia “debba valutare di schierare forze di interposizione al confine Turchia-Siria”. La linea che detta il segretario dem è precisa. “Se le ostilità non dovessero cessare, – anticipa infatti – l’impegno italiano nella missione Nato Active Fence deve esaurirsi”.

L’Operazione “Active Fence” è quel dispositivo di difesa area integrato atto a difendere la popolazione turca dalla minaccia di eventuali lanci di missili dalla Siria. A far parte dell’operazione, sin dal 2013, cinque paesi dell’Alleanza (Germania, Italia, Spagna, Olanda e Stati Uniti), che hanno contribuito schierando le loro batterie missilistiche.

Attualmente il nostro Paese è presente con una batteria di missili Aster Samp/T, dopo che tale la partecipazione italiana alla missione Nato Active Fence è stata autorizzata nel giugno 2016. Il Samp/T è un sistema missilistico terra-aria, con una batteria che include fino a sei stazioni di lancio facilmente schierabili in via aerea, navale e ferroviaria.