Turismo, Garavaglia: prossimo governo farà più di quanto fatto finora

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Milano, 2 ago. (askanews) - "Resta il rammarico per un Paese che ha deciso di investire così poco nel turismo. Vi do un dato per dare la misura di quanto si crede poco nel turismo: nella scorsa programmazione del 'Fondo Sviluppo e coesione' (che per definizione dovrebbe servire per sviluppare le Regioni del Meridione dove il turismo ha potenzialità enormi) per il turismo c'erano una quarantina di milioni rispetto ai 1.450 della cultura, non so se rendo l'idea. Evidentemente non c'era un'attenzione su un settore strategico e questo ha influito anche sui fondi del Pnrr, che se notate sono sproporzionatamente ridotti rispetto ad altri ministeri. L'aria però è cambiata, l'istituzione del ministero del Turismo ha fatto capire l'importanza di questo settore e lo ha fatto capire quando, haimé, si è spento in questi due anni terribili. Sono convinto però che il prossimo governo avrà per questo settore un'attenzione particolare che fin qui, devo dire sinceramente, era particolarmente ridotta come ci dicono i numeri: solo 2,4 miliardi sul Pnrr, e sul Fsc 40 milioni rispetto ad 1,5 miliardi. Però noi guariamo avanti con serenità e fiducia e siamo convinti che qualche risultato in più riusciamo a portarlo a casa in tempi brevi". Lo ha detto il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, concludendo il suo intervento al seminario online organizzato da Federalberghi dedicato agli "Incentivi per le imprese turistiche".

Il ministro è intervenuto dopo l'introduzione del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, che aveva evidenziato come "dopo due anni di grave sofferenza, siamo tornati finalmente ad un andamento vicino al 2019, in una situazione di 'pseudo normalità', con gli stranieri, soprattutto americani, che hanno ricominciato a tornare nelle città d'arte e nelle località balneari". "Ma la cosa che ci fa più piacere - ha concluso Bocca - è che gli italiani, che negli anni scorsi erano stati costretti a rimanere in Italia, oggi continuano a viaggiare nel nostro Paese".

"E' un periodo direi ottimo per il turismo, più del 90% degli italiani è rimasto in Italia: è un dato positivo e che a mio avviso anche negli anni venturi cambierà in modo strutturale la proporzione tra italiani e stranieri"gli ha fatto eco il ministro, sottolineando però che "non dobbiamo sederci e dobbiamo guardare in prospettiva a come consolidare questa crescita e migliorare la qualità dell'offerta".

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