Turismo, le dimore storiche e Airbnb insieme per cultura

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Roma, 16 set. (askanews) – Ogni casa è una storia. Per quello che ci sta dentro, ma anche per come accoglie chi viene da fuori. Airbnb e l’Associazione Dimore Storiche Italiane hanno stretto un accordo per difendere il patrimonio storico culturale dello stivale e consentire a chiunque di vivere in prima persona uno dei più grandi musei diffusi del nostro Paese. L’intesa ha portato la piattaforma globale a versare il contributo di un milione di euro che consentirà ai proprietari di dimore storiche di accedere a finanziamenti per interventi di recupero di immobili già convertiti, da adattare all’ospitalità, oppure per il miglioramento dei servizi ricettivi già presenti.

“Bisogna investire nel patrimonio culturale italiano – ha spiegato il presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, Giacomo di Thiene – perché rappresenta sviluppo sostenibile per il Paese, a medio e lungo termine. Il turismo nelle aree interne significa manutenzione delle strade e del territorio. Non significa portare ricchezza al solo proprietario, ma al territorio stesso. Attorno ad un castello c’è tutta una edilizia. E tutte quelle case e quei borghi la cui proprietà è svilita e su cui Confedilizia si adopera molto. Significa mantenere quei territori, quegli argini, quei vigneti che sono in via di abbandono e su cui Confagricoltura si impegna”.

La speranza e la promessa è quella di salvare i piccoli centri nonché i palazzi belli e disabitati. “Le dimore storiche italiane – ha aggiunto Di Thiene – rappresentano un patrimonio inestimabile dal punto di vista culturale, sociale ed economico. Basti pensare che nel 2019 secondo una ricerca della fondazione Bruno Visentini è risultato che abbiamo ospitato oltre 45 milioni di visitatori in confronto ai 49 milioni dei musei nazionali. Rappresentiamo il 50 per cento di fatto dell’offerta culturale italiana creando un indotto che, calcolato con larghissimo difetto, significa oltre 516 milioni di euro che si riversano nei territori. Rappresentiamo quindi il più veloce, rapido e sostenibile sistema di sviluppo, nel medio e lungo termine, delle cosiddette aree interne del Paese”.

Su Airbnb, dal maggio scorso è presente la categoria “Dimore storiche”. Al momento l’opzione è disponibile in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito e conta circa 30.000 alloggi, 9.000 in Italia. Secondo i dati dell’Osservatorio sul patrimonio culturale privato promosso dalla Fondazione Bruno Visentini, ci sono in Italia oltre 37.700 immobili storici privati, di cui oltre la metà (54%) in comuni con una popolazione inferiore a 20.000 abitanti e, nel 26% dei casi, addirittura sotto i 5.000 residenti. Ciò rende le dimore storiche non solo un polo di attrazione turistica fondamentale per il nostro Paese, ma anche il perno di un’economia circolare che mette al centro i borghi.

“Investire nelle dimore storiche – ci ha detto Giacomo Trovato, Country manager di Airbnb Italia – è importante perché crediamo che la dimensione di turismo che noi vogliamo promuovere è quella che mette in contatto il visitatore con dei luoghi straordinari che lo collegano alla cultura, alla tradizione, alla storia di un posto”.

E’ stato rilevato che il tipico ospite che decide di soggiornare in una dimora storica è straniero, viaggia in coppia, predilige soggiorni più lunghi (oltre 7 giorni), ed esprime un’altissima soddisfazione (94% di recensioni a cinque stelle).

“Airbnb – ha concluso Trovato – ha una identità che offre una dimensione di turismo autentica e unica. E’ contro la standardizzazione in cui sono in una stanza che è uguale se io sia a Johannesburg, Sydney o a Roma. Sono in una casa, accolto da un proprietario, che ha una storia, il luogo ha una storia, e che questo mi consente di entrare in contatto con queste storie”.