"Turismo motore della vera ripartenza", dicono gli operatori

·3 minuto per la lettura

AGI - Si sta prendendo sempre più coscienza dell'importanza che il settore del turismo avrà per la ripartenza dell'Italia dopo lo shock legato alla pandemia. E' quanto è emerso durante gli Stati generali del Turismo cui hanno partecipato i principali protagonisti del settore per fare il punto della situazione e raccogliere propositi e proposte concrete per la ripartenza.

Aspetti fondamentali che dovranno essere sviluppati e rafforzati sono sicuramente la campagna vaccinale e la rivoluzione digitale. Il turismo, sottolineano gli operatori, è il volano della nostra economia, vale 25,6 miliardi di euro di fatturato, costituisce il 15% del nostro Pil, conta 283 mila addetti in 52 mila imprese diverse e rappresenta in potenza un serbatoio ancora più ricco, grazie alle caratteristiche geografiche, paesaggistiche, climatiche, storiche, artistiche e sociali del nostro Paese.

Il convegno 'Per l'Italia! Il Turismo come motore economico e sociale per la vera ripartenza', organizzato dall'associazione internazionale dei Cavalieri del turismo, si è aperto con l'intervento del ministro Massimo Garavaglia che ha voluto subito sottolineare due buone notizie: prima di tutto il fatto "che ci sia un ministero del Turismo con portafogli e poi che la macchina sia già al lavoro e funzionante”. 

Operativamente parlando, poi, prosegue Garavaglia, "nel prossimo decreto bisogna intervenire più e meglio sulla questione sostegni. Coglieremo nell'anno in corso ogni opportunità possibile, iniziando in sicurezza tutto ciò che si può, ma consapevoli che la ripartenza vera sarà quando saremo tutti vaccinati. Per il futuro – sottolinea - bisogna puntare sulla rivoluzione digitale, che offre sviluppi e opportunità al settore. E dovremo superare le frammentazioni, sia quella orizzontale, risolta dall'istituzione di un ministero ad hoc, sia quella verticale nel rapporto con le regioni, con le quali abbiamo già trovato punti chiave di coordinamento, concordando di promuovere prima di tutto il brand Italia”.     

Vaccinare gli operatori del turismo in fretta e bene per poter "essere percepiti come una meta sicura", sottolinea Marina Lalli, presidente di Federturismo, spiegando che "dobbiamo dare anche agli italiani quella sicurezza di poter programmare la loro vacanza sapendo che si troveranno in strutture ben controllate dal punto di vista sanitario".     

Serve una strategia per sfruttare al massimo il vantaggio competitivo unico che ha l'Italia. E per farlo bisogna avere una "disponibilità di risorse che devono essere impiegate in prima battuta per dare ristoro e tenere attivi coloro che sono stati colpiti dalla crisi e per mettere a sistema gli elementi straordinari che caratterizzano il nostro paese", dice Mauro Alfonso, amministratore delegato Simest.

In quest'ottica, secondo lui, sono necessarie "infrastrutture non solo fisiche ma anche digitali, bisogna investire nella cultura e nelle competenze legate al settore del turismo, c'è la necessità di trovare modalità per intercettare turismo di élite a maggior valore aggiunto".    

Per il presidente di Enit, Giorgio Palmucci, "stiamo vivendo sicuramente il momento peggiore. Questa situazione ha messo in evidenza il valore e il peso del settore del turismo per il nostro Paese, sia a livello di occupazione sia a livello di Pil, di conseguenza credo che questo permetterà di avere più attenzione per il comparto in futuro".

Forte la richiesta di intervento anche del comparto fiere e congressi. "Nell'ultimo Dpcm è prevista la riapertura di teatri e cinema per il 27 marzo, non vedo perché anche gli eventi congressuali non possano riprendere", dice a gran voce detto Alessandra Albarelli, presidente Federcongressi&eventi. "Invito a fare un ragionamento sapendo che i protocolli esistenti sono stati migliorati dalle strutture", aggiunge.