Turismo, per italiani cibo strategico ma per 1 su due è poco promosso

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Image from askanews web site
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Milano, 28 set. (askanews) - I percorsi enogastronomici nell'ambito del turismo esperienziale sono tra i più richiesti perché niente più del cibo avvicina le persone alle tradizioni e alle culture dei territori della nostra Penisola. Per la quasi totalità degli italiani (96%) il cibo rappresenta, infatti, una forte spinta a esplorare e degustare i territori. "Una vera e propria ricerca di sapori e tradizioni autentiche, unendo al piacere di visitare i luoghi quello della scoperta dei prodotti e dei piatti tradizionali locali - ha osservato Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, che ha realizzato l'11esimo rapporto "Gli italiani, il turismo sostenibile e l'ecoturismo", con focus su Food tourism e tutela dell'Italian taste, in collaborazione con Noto Sondaggi e con la main partership di Cobat - Tuttavia, solo per il 54% degli intervistati il food e gli itinerari tematici sono adeguatamente promossi dalle istituzioni come richiamo turistico". Di qui l'invito al governo a usare "il Pnrr per investire sul rilancio del turismo ma anche sulla certificazione del made in Italy per garantire i nostri produttori di qualità e contrastare l'agropirateria".

E' chiaro che in seguito alla pandemia, le esigenze nel pianificare una vacanza sono cambiate per l'80% del campione. E in questo nuovo modo di intendere la vacanza il cibo è un driver importante. Su una scala da 1 a 10, la fascia di età tra 18-34 anni valuta con un voto medio di 8,4 l'importanza del cibo nell'esperienza turistica; 7,7 per la fascia 35-54; 8,1 per la fascia 55 e oltre. Il cibo è altrettanto importante per dirsi soddisfatti di una vacanza, la media del voto è di: 8,3 (fascia di età, 18-34), 8,1 (35-54) e 8 (55 e oltre). Per il 67% degli intervistati i prodotti agroalimentari made in Italy non sono sufficientemente tutelati (+6% rispetto al dato 2020) e l'83% ritiene necessaria una certificazione che garantisca la loro provenienza di origine italiana (+5%).

Secondo la media dei voti, espressi su una scala da 1 a 10, per promuovere in Italia il turismo esperienziale legato al cibo, per gli italiani è importante proporre assaggi e degustazioni nei luoghi di produzione (8,6); promuovere soggiorni in fattorie e/o agriturismi (8,4); organizzare itinerari a tema (8,2); incentivare i Comuni a organizzare sagre (8,1). Sapendo di poter assaggiare cibi o prodotti tipici, gli italiani preferiscono pianificare una visita in fattoria (8,4) a pari merito con i luoghi stessi in cui viene prodotto (8,4); nel corso di un itinerario a tema (8); in una sagra (7,7). Rispetto a quelli provenienti da altri Paesi, i prodotti agricoli italiani sono considerati più genuini (75%), saporiti (71%), controllati (70%), dispendiosi (54%). Da non trascusare il rapporto tra i temi dell'alimentazione e il cambiamento climatico: l'85% condivide l'idea che le azioni di mitigazione degli effetti del climate change passano anche attraverso le scelte alimentari dei singoli individui. A tal proposito, l'81% è disposto ad adeguarsi ai principi della dieta mediterranea e l'88% preferisce cibi a chilometro zero.

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