Tutta Italia in rosso scuro

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Ecdc map (Photo: Ecdc)
Ecdc map (Photo: Ecdc)

L’Italia diventa tutta rossa scuro, il colore del massimo rischio epidemiologico per il Covid-19: è l’indicazione della mappa aggiornata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Anche la Sardegna, ancora solo in rosso la scorsa settimana, si colora di rosso scuro.

Per l’agenzia Ue è in rosso scuro tutta l’Europa Occidentale e Meridionale, con Scandinavia, Stati Baltici e gran parte dell’Europa Centro-Orientale. In rosso solo la Romania, parte dell’Ungheria e vasta parte della Polonia. Non c’è nessun Paese indicato con un rischio minore (giallo o verde).

La mappa è basata sul numero di casi positivi, che con la variante Omicron stanno salendo ovunque, registrati in 14 giorni ogni 100mila abitanti, e sulla percentuale dei test positivi sul totale dei test effettuati.

Le Regioni italiane, guidate dal Veneto, chiederanno che la definizione di caso di Covid sia modificata, in linea con le direttive dell’Ecdc. Nella conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha ricordato che “l’Ecdc invita a classificare come caso Covid solo i positivi con sintomi”. E ha spiegato che in Italia, come in altri Paesi europei, “la perplessità è che se ci sono tanti positivi asintomatici il rischio è che questi infettino”, ma “a noi sembra che la quota dei sintomatici si stia abbassando molto e chiediamo di adottare le linee guida dell’Ecdc”. Il Veneto ad esempio presenta allo stato attuale un Rt di 1,34, un’occupazione di malati Covid nell’area medica negli ospedali del 25% e in terapia intensiva del 20%. “I dati - ha proseguito Zaia - ci dicono che non saremmo in area arancione”, anche se il 20% sulla terapia intensiva ”è un dato da zona arancione”. E ha concluso: “Se il trend continua come in questa settimana c’è il rischio di avvicinarci all’arancione”.

Anche il monitoraggio della Fondazione Gimbe rileva la situazione a livello regionale e spiega che “l’enorme quantità di nuovi casi in continua crescita sta progressivamente saturando gli ospedali” e che a fine mese, come suggeriscono i dati forniti dalle regioni all’Agenas, c’è il rischio che molte si trovino in zona arancione.

Piemonte e Calabria sono le regioni più vicine alla zona arancione, mentre Valle d’Aosta, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Campania sono prossime a superare le soglie, la Puglia ha già numeri da zona gialla e la Sardegna si avvicina a superare i limiti, mentre la provincia autonoma di Bolzano potrebbe tornare a essere bianca. Queste le analisi del matematico Giovanni Sebastiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). I dati sui ricoveri a livello nazionale indicano che negli ultimi dieci giorni “i posti nei reparti ordinari sono al 27% circa in crescita lineare, con tasso medio di aumento di circa 0,88% al giorno. Si prevede il superamento della soglia del 30% della zona arancione entro la fine della settimana”, ha detto. “Nelle terapie intensive “l’occupazione dei posti è al 18% circa, anche qui in crescita lineare con un tasso medio di aumento di circa 0,40 al giorno, che farà superare la soglia i primi giorni della prossima settimana”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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