In tutta la Spagna sono molte le persone scese in piazza

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proteste a Madrid Pablo Hasél
proteste a Madrid Pablo Hasél

A Madrid, così come in altre città della Spagna, continuano le proteste per l’arresto del rapper 33enne Pablo Hasél, accusato di oltraggio alla monarchia e apologia del terrorismo diffusa con i testi delle sue canzoni e di alcuni suoi tweet. Il cantante, presa coscienza del fatto di stare per essere arrestato, si era rifugiato in un’università della Catalogna dove aveva resisto per alcuni giorni, salvo poi essere prelevato dalle forze dell’ordine e condotto in galera. Da quel momento sono partite le proteste che stanno infiammando parte dell’opinione pubblica spagnola, decisa a scendere in piazza per la difesa della libertà d’espressione.

Proteste a Madrid per l’arresto di Pablo Hasél

Tra i manifestanti anche alcuni avvocati, come Borja Serra, che ha così commentato la vicenda: “Se la violenza elogiata da Hasél nelle sue canzoni diventasse concreta si avrebbe ragione ad agire contro queste azioni. Ma non si può condannare qualcuno per aver cantato, detto, spiegato, scritto qualcosa di sgradito. Questa è repressione – ha concluso – e crea un problema che non ci porta da nessuna parte”. Alle proteste civili hanno purtroppo fatto seguito anche episodi di violenza e distruzione del decoro urbano, minimizzati così da alcuni dei manifestanti: “Stiamo manifestando per la nostra libertà di pensiero. Un cassonetto o una panchina non ha più valore di una vita umana”.

Anche la politica spagnola cerca un ruolo in queste proteste con il partito Podemos che ha presentato giovedì una richiesta di grazia per Hasél e per un altro rapper, Valtonyc, anche lui accusato di reati simili e in esilio, o in latitanza, in Belgio per evitare un processo analogo.