Tutte le notizie che vi siete persi se seguite le Olimpiadi

In questa settimana frenetica, sicuramente, avrete notato che l'informazione tutta si è radunata, internazionalmente, sull'evento del momento: le Olimpiadi di Londra 2012. Gli atleti si radunano a coorte, una volta ogni quattro anni; il mondo ha bisogno di eventi del genere; l'informazione tutta si concentra sugli ori, gli argenti, i bronzi. A volte sembra che, nelle due settimane di Olimpiadi, non succeda nient'altro. Se foste giornalisti sportivi, impegnati a seguire tutte le gare, per esempio, cosa ci sarebbe da raccontare, se non una pedana con un'atleta coreana che piange, lo stadio dell'atletica (la regina delle discipline, che assegna da oggi le sue 47 medaglie), la piscina deludente di Federica Pellegrini che magari diventerà moglie o mamma e via dicendo.

Peccato che il mondo continui a girare anche durante le Olimpiadi e le notizie ci siano eccome, anche se non vengono raccontate dai titoloni, e ci siano anche oscuri e tragici fatti di cronaca, altri fatti meno oscuri ma oscurati dallo sport: questioni che, in tempo di "guerra", senza la pax giornalistica a cinque cerchi, terrebbero banco sulle home di tutto il mondo. Per qualche titolo o per qualche click in più. Oppure perché sono davvero importanti.

Ma insomma, se vi foste immersi nel medagliere dei Giochi e non ne foste ancora usciti, non vorreste sapere cosa vi siete persi?

In Yemen hanno rapito, cinque giorni fa (il 29 luglio 2012), un carabiniere, Alessandro Spadotto, Si occupava di sicurezza e vigilanza all'ambasciata italiana ed è rimasto nelle mani dei suoi sequestratori fino a ieri. Oggi, 3 agosto, è rientrato in Italia, annunciato addirittura su Twitter dal Ministro degli Esteri Giulio Terzi: «Alessandro sta tornando a casa grazie all'unità di crisi, a tutti i funzionari dello stato e alla straordinaria collaborazione dello Yemen». Il suo aereo è atterrato a Ciampino alle 15.44 ed è già stato condotto alla Procura di Roma per la deposizione davanti ai magistrati che dovranno far chiarezza sull'accaduto.


In Siria la situazione è sempre più drammatica, e Al Jazeera, ampiamente depurata dal delirio olimpico, è una delle fonti più accreditate per seguire la situazione, che è precipitata al punto da indurre Kofi Annan a rinunciare all'incarico Onu di inviato speciale per provare a porre fine alle violenze: il suo piano per il cessate il fuoco è stato ugualmente disatteso sia dal regime di Assad sia dai suoi oppositori. Dopo il fallimento del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, si attende una risoluzione da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per chiedere la resa di Assad, per chiedere sanzioni al Governo Siriano e per imporre la cessazione delle violazioni dei diritti umani a Damasco da parte delle truppe del governo. Perché, comunque la si voglia mettere, in Siria c'è la guerra. In maniera continuativa, secondo le breaking news, da oltre due settimane. In maniera evidente a chi segue la politica estera da oltre un anno, con la sommossa contro il regime di Assad iniziata il 15 marzo del 2011.


In India, il mondo così come lo conosciamo si è fermato. Un catastrofico – non si sa come altro definirlo – blackout ha lasciato 20 stati e 600 milioni di persone al buio (e, a volerla buttar sul ridere, impossibilitati a seguire le Olimpiadi in tv), senza energia elettrica, martedì 31 luglio. Il giorno prima un evento analogo aveva interessato "solo" 300 milioni di persone. E' stata una specie di apocalisse: treni fermi, città spente, minatori bloccati sotto terra, metropolitane a Nuova Delhi paralizzate. Ora il paese cerca di capire come fare a non ricascarci. E naturalmente qualcuno vorrrebbe già che si parasse di nuovo di energia nucleare. 



A casa nostra, in compenso, succede di tutto.
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