Tutti cuochi sotto il lockdown? È boom di richieste di forni a legna e a gas

Marco Enna
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AGI  Durante il lockdown primaverile imposto dall'emergenza coronavirus, gli italiani (e non solo loro) si sono improvvisati pizzaioli o pasticceri nel chiuso della cucina o al massimo nel terrazzino e nel giardino di casa. Per alcune settimane dagli scaffali dei supermercati era persino scomparso il lievito di birra. Nella zona industriale di Simaxis, alle porte di Oristano, invece, si sono svuotati i magazzini della Tek Ref, azienda impegnata nella produzione di forni domestici, alimentati a legna e a gas.

Sarà il fascino della pizza impastata e cotta in casa? "C'è stata e c'è una richiesta incredibile", racconta all'AGI il titolare, Luca Pieri, 48 anni, originario di Firenze, da 30 anni in Sardegna. "Chiuderemo l'anno con un incremento delle vendite di quasi l'80% e superando la soglia che mai avrei pensato di raggiungere: i mille forni venduti in un anno". Pieri in primavera ha dovuto assumere in tutta fretta due nuovi addetti, portando l'organico da sei a otto unità.

"Non solo", racconta il titolare dell'azienda, "ho dovuto esternalizzare una minima parte del ciclo produttivo per recuperare forza lavoro all'interno della nostra piccola azienda". Piccola ma con un grande mercato, a guardare la cartina geografica e le bolle di spedizione che accompagnano i forni marchiati con l'italianissimo brand 'Zio Ciro', destinati per il 70% all'estero.

Da dove arrivano le commesse

"Dal Regno Unito la richiesta è aumentata considerevolmente", riferisce Pieri, "ma la domanda è cresciuta anche dagli Stati Uniti, dall'Australia, dalla Nuova Zelanda, così come dai Paesi del Golfo Arabo e da Taiwan". "Ora abbiamo deciso di coinvolgere anche un noto influencer di New York con oltre due milioni di follower. Proverà i forni 'Zio Ciro' e li recensirà", annuncia l'imprenditore. "Per noi e' un passo molto importante".

A Simaxis ci si sta già attrezzando per far fronte a un eventuale incremento delle richieste. "Abbiamo deciso di prestare più attenzione anche nei rapporti col cliente finale e seguiamo con costanza la nostra presenza sui social per garantire un feedback veloce", spiega Pieri, sfogliando il catalogo dell'azienda con prodotti che vanno dai 300 ai 3000 euro del modello quasi professionale: ce n'è persino uno componibile, fai da te.

"Per noi il mercato estero è diventato molto importante e abbiamo capito anche che dobbiamo presidiarlo direttamente", racconta l'imprenditore. "Prima del lockdown sono andato personalmente in Australia e Nuova Zelanda e in pochi giorni ho dovuto prendere una quindicina di aerei diversi. Una faticaccia, ma ne è valsa la pena".