Tutti i dubbi sul 'giallo' della tennista cinese Peng Shuai

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AGI - La Cina tenta di seppellire il caso Peng Shuai con la benedizione del Comitato olimpico internazionale (Cio): non usa mezzi termini Le Monde dopo la video chiamata di domenica fra la star cinese del tennis e Thomas Bach.

A quest'ultimo Peng ha detto di "stare bene" ma ha anche chiesto il rispetto della privacy.

Peng Shuai è sparita dalla circolazione per oltre due settimane dopo aver accusato l'ex vice premier Zhang Gaoli, potente ex funzionario del Partito Comunista di 40 anni più anziano di lei, di averla costretta a fare sesso durante una relazione discontinua durata diversi anni.

Nei giorni scorsi era cresciuta la pressione internazionale su Pechino perché fornisse informazioni sulle condizioni di salute della tennista.

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Secondo Human Rights Watch, la conversazione tra Bach e Peng è stata condotta sotto "coercizione".

"Il Cio è complice della macchina della propaganda e di un caso di coercizione e sparizione forzata da parte del governo cinese", ha twittato un attivista dell'organizzazione. 

Grateful for chance to discuss in a mo w @BeckyCNN—we can't update the press releases fast enough. Chinese Tennis Star's Disappearance Is Warning for @Olympics https://t.co/qx0vkWCG0F @hrw @hrw_chinese

— Sophie Richardson (@SophieHRW) November 22, 2021

Le Monde osserva che il comunicato diffuso dal Cio dopo il colloquio fra Bach e l'atleta è "particolarmente leggero" aggiungendo che il Comitato, "che si appresta a organizzare i Giochi olimpici invernali a Pechino, il prossimo febbraio, non ha citato le accuse di stupro rivolte a Gaoli".

"Stando a quanto afferma il Cio, va tutto bene per Peng Shuai ed è meglio lasciarla in pace", prosegue il quotidiano.

Il New York Times ha inoltre evidenziato che Peng era affiancata da un "amico" durante la video chiamata, per aiutarla a esprimersi in inglese. Ma la tennista "lo parla correntemente dopo aver giocato per 15 anni nel circuito internazionale", osserva ancora Le Monde sottolineando che "in passato la Cina ha spesso messo in scena confessioni forzate di dissidenti, intellettuali o dirigenti silurati".

"Il Cio ha coronato gli sforzi propagandistici di Pechino", si legge ancora nell'articolo, firmato da Simon Leplatre, corrispondente da Shanghai.

"È dall'inizio della vicenda che il Cio si è distinto per la sua compiacenza con Pechino", conclude il giornalista francese osservando che, "al contrario, l'associazione delle giocatrici di tennis, la Wta, ha deciso di tenere testa alla Cina, anche se rischia di perdere importanti incassi con i circa dieci tornei organizzati nel Paese e i relativi diritti tv".

Le apparizioni di Peng negli ultimi giorni "sono sufficienti a eliminare le preoccupazioni", ha twittato il direttore del quotidiano Global Times, Hu Xijin, che già sabato scorso aveva annunciato che la tennista sarebbe apparsa in pubblico.

As long as what Peng Shuai said doesn't accord with the expectation of the Western media, they won't believe it. They only believe the story about China that they imagine. I'm surprised that they didn't say the lady who showed up these two days is a fake Peng Shuai, a double. https://t.co/P4Z0CXQg1x

— Hu Xijin 胡锡进 (@HuXijin_GT) November 21, 2021

Nei giorni scorsi, i media legati al governo hanno diffuso su Twitter diversi video e immagini della tennista che il 2 novembre ha denunciato gli abusi sessuali.

Tuttavia la storia continua ad essere completamente censurata dai media e dai social cinesi, e anche il segnale in diretta di alcune reti internazionali come la Cnn sbiadisce quando i suoi giornalisti iniziano a parlare del caso, ha denunciato la stessa emittente sulla sua pagina web.

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