Tutti i guai del (vice)presidente

Pietro Salvatori

Nemmeno le espulsioni sono pi羅 quelle di una volta. L'ufficio semplificazione affari difficili, che lavorava a pieno regime nel corso della scorsa legislatura, 癡 andato totalmente in affanno. Le carte si accumulano sul tavolo, le file allo sportello sono diventate chilometriche, gli utenti assai insofferenti. Il Movimento 5 stelle ha sbattuto il muso sulla bizantina attivit� di governo, sulle sue difficolt�, sui suoi meccanismi arzigogolati. E si 癡 ammaccato.

Prendiamo il caso dei dissidenti al Senato. Una categoria tirata fuori dal cassetto, spolverata, e messa in bella vista nel salotto buono di casa dopo qualche anno di oblio. Ecco, la gestione del problema ha nella sostanza trovato impreparata la dirigenza stellata. Cinque o sei anni fa la decimazione della pattuglia parlamentare era una cosa che si poteva fare a cuor leggero. Un minuscolo post scriptum sotto un post sulle energie rinnovabili ed ecco fatto. Del tipo: "Intervista allo scienziato che cambier� il futuro dell'eolico. Ps: Il senatore Mario Rossi 癡 espulso".

Dinamiche che riempivano le cronache dei giornali ma che si concludevano in un amen. Oggi non 癡 pi羅 possibile. Perch矇 in un governo di coalizione la dinamica che vede alcuni deputati non condividere un singolo provvedimento 癡 consueta. � vero s穫 che ci sono casi pi羅 spinosi. I vari De Falco, Nugnes, Fattori la cui critica sembra affondare pi羅 nella natura ircocerva del governo gialloverde. Ma siamo lontani da fronde o operazioni politiche volte a ribaltare il tavolo. Quando Marino Mastrangeli and簷 in tv, o Adele Gambaro avanz簷 alcune critiche davanti ai microfoni, il tasto eject venne premuto senza pensarci due volte. Non si pu簷 pi羅 fare. Perch矇 癡 nelle cose che casi analoghi a quelli spuntati sui decreti sicurezza ed emergenze si riverificheranno. E il perimetro della maggioranza a Palazzo Madama si ferma appena a pi羅 sei sopra la soglia minima.

D'altra parte non si pu簷 nemmeno lasciare la briglia del tutto sciolta....

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