Tutti i partiti contro la cabina di regia sul Recovery. Ma intanto si spartiscono i manager

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·2 minuto per la lettura
Italian Prime Minister Giuseppe Conte adjusts a protective face mask as he speaks during a news conference on government's new anti-COVID-19 measures, as the outbreak of the coronavirus disease (COVID-19) continues, at Chigi Palace in Rome, Italy October 25, 2020. REUTERS/Yara Nardi (Photo: Yara Nardi / Reuters)
Italian Prime Minister Giuseppe Conte adjusts a protective face mask as he speaks during a news conference on government's new anti-COVID-19 measures, as the outbreak of the coronavirus disease (COVID-19) continues, at Chigi Palace in Rome, Italy October 25, 2020. REUTERS/Yara Nardi (Photo: Yara Nardi / Reuters)

Ufficialmente nessuno la vuole. Tutti i partiti di maggioranza sembrano essere contrari o non particolarmente entusiasti della cabina di regia proposta dal premier Giuseppe Conte per gestire i 209 miliardi del Rocovery fund destinati alla gestione della crisi Covid. Si potrebbe dire 209 miliardi e 300 consulenti, che stando alle dichiarazioni dei politici sarebbero già stati respinti. “Leggo di task force, cabine di regia, nuove assunzioni, addirittura 300 consulenti da far lavorare a Palazzo Chigi. Come ho detto personalmente al premier – dice il leader di Italia Viva Matteo Renzi - per spendere bene i soldi europei non servono 300 consulenti, ma basta un governo. Non servono migliaia di progetti, ma serve una visione. Non occorrono complicate task force, ma ci vuole la forza di chi ha un’idea e la sa realizzare”. Posizione ribadita anche dalla capogruppo alla Camera Maria Elena Boschi durante la riunione a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio e i capi gruppo di maggioranza. La proposta avanzata è un’unica unità di missione piuttosto che per una serie di cabine di regia e task force: “Qui si rimandano le decisioni da tavolo a tavolo e non si decide nulla...”, avrebbe detto la ex ministra.

Poco dopo anche il presidente dei senatori Pd Marcucci si immette nella scia: “I fondi europei sono una occasione storica per ridisegnare l’Italia, non possiamo permetterci di sbagliare, per questo va favorito il coinvolgimento del Parlamento, e la collegialità del Consiglio dei ministri, vanno evitate strutture autoreferenziali”, leggasi cabina di regia con i sei manager. Anche il capo politico M5s Vito Crimi resta piuttosto freddo: “Sono convinto che più che una task force dovrebbe essere tutto concentrato sotto la guida della Presidenza del Consiglio. Sono convinto che questa sia la strada giusta, che ci sia una struttura di missione così che tutti i ministri pos...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.