Tutti pensavano fosse un UFO, invece era uno scherzo

Una statua sul percorso dell’UFO Trail, nel Regno Unito (foto: Getty Images)

Era il 1980 quando nella foresta di Rendlesham, nel Suffolk britannico, venne avvistato un oggetto volante non identificato. In quel dicembre tutti i testimoni si affrettarono, convinti, a dichiarare di aver visto un UFO, o meglio gli alieni, dando a quel luogo il nomignolo di ‘Roswell’ della Gran Bretagna.

Ebbene, dopo quasi 40 anni di mistero e dopo aver messo in piedi un bel percorso a piedi nel bosco (chiamato ‘UFO Trail’) si è venuto a sapere che era tutto uno scherzo. Lo giocarono i militari dello Special Air Service, detto SAS, ovvero il corpo speciale aereo della Gran Bretagna, ai danni della forza aerea statunitense (USAF).

Lo scherzo fu orchestrato per vendicarsi della cattura di una squadra britannica, sottoposta a un duro interrogatorio da parte dei militari a stelle e strisce. Era tempo di guerra fredda, d’altronde, e anche tra alleati ci si trattava così.

Solo nel 2018 si è scoperta la verità sull’avvistamento (foto: Getty Images)

Dopo il trattamento quasi prossimo al pestaggio, a seguito di un atterraggio in zona militare proibita e a controllo statunitense, i britannici avevano progettato la vendetta. Visto che gli americani continuavano a ripetere che la loro appartenenza era ‘aliena’ rispetto a loro, la SAS decise di mettere in gioco qualcosa di particolare. Costruirono di palloni neri, a elio, comandati a distanza per trasportare degli oggetti di vario tipo e di strana forma, giocando anche con luci e fiamme colorate.

Nelle notti tra il 26 e il 28 dicembre 1980 le basi di Bentwaters e di Woodbridge notarono queste manifestazioni, e arrivarono alla conclusione che tutto questo non poteva essere frutto di un intervento umano. Videro luci rosse e verdi, e strani movimenti nell’aria di oggetti di forma non comune.

La forza aerea statunitense andò addirittura nei boschi con un registratore per scoprire il mistero, tornando alla base con militari ancora più confusi. Dopo qualche tempo i vertici della SAS, a specifica richiesta di ulteriori informazioni, informarono i colleghi della USAF che non c’era nulla di cui preoccuparsi. Qualche imbarazzo e qualche muso duro vennero registrati nelle sale ove avvenne l’incontro, ma i documenti (pochi) sullo scherzetto vennero segretati.

Così, giornalisti e militari di basso grado rimasero all’oscuro, alimentando la leggenda che è andata avanti fino a oggi.

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