Tutti i simboli della notte elettorale

webinfo@adnkronos.com
"Salvini continua a baciare il crocifisso ma non rispetta il Vangelo. Ci troviamo davanti a simboli religiosi e proclami di una persona che non è coerente". E' quanto ha detto all'Adnkronos don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, commentando la ultime uscite del vicepremier Matteo Salvini con il crocifisso e il rosario. "Mi dispiace molto avere visto quelle immagini di Salvini con il crocifisso - dice ancora don La Magra - come se la vittoria di una parte politica fosse una benedizione o una condanna dall'altra parte politica". "I simboli religiosi non appartengono a nessuna parte politica" conclude.

Dal 'miracolo' allo spadone di Alberto da Giussano, dal rosario al crocifisso. Il simbolismo in politica talvolta vale molto di più di tante parole. E' accaduto anche nella notte elettorale per le europee. Qualche ora dopo la chiusura delle urne, a una finestra della sede della Lega in via Bellerio, a Milano, spunta una statua (poi sostituita da una statuetta), del leggendario guerriero vincitore della battaglia di Legnano. Ad esporla è il numero due del Carroccio, Giancarlo Giorgetti. Prima sul davanzale erano stati messi un uovo di Pasqua con i colori del Milan e una forchetta con un canederlo. Giussano ricorda la Lega 'dura e pura', delle origini, quella bossiana, per intenderci, oggi, quella più insofferente a un'alleanza con i Cinque stelle.  

In conferenza stampa per commentare l'exploit del suo partito (oltre il 30%) Salvini si presenta con in mano il rosario che aveva esibito sul palco del comizio di piazza Duomo con gli alleati sovranisti. E nel ringraziare gli elettori per il risultato del Carroccio, bacia il crocifisso. Anche Forza Italia fa amarcord ed elogia il suo leader Silvio Berlusconi, parlando di un nuovo miracolo. Lo fa con una nota diffusa intorno alla una, dove riconosce al suo leader, ancora una volta, il merito di aver risollevato le sorti di un partito ormai al collasso, costretto a inseguire una Lega sempre più in alto. "Chi si illudeva -si legge nel comunicato- deve ricredersi: in sole due settimane di campagna elettorale, il Presidente Berlusconi ha compiuto l’ennesimo miracolo".  

Il pensiero va inevitabilmente al 'miracolo italiano', quello del famoso video (poi diventato spot tv) che inizia con 'l'Italia è il paese che amo', realizzato in occasione della discesa in campo del leader azzurro alle politiche del '94. Era il 26 gennaio di 25 anni fa: Berlusconi registrava il discorso con cui annunciava il suo ingresso in politica, invocando il miracolo: ''Scende in campo l'Italia che lavora contro quella che chiacchiera, l'Italia che produce contro quella che spreca, l'Italia che risparmia contro quella che ruba, l'Italia della gente contro quella dei vecchi partiti. Forza Italia per costruire insieme un nuovo miracolo italiano".