Tutti i temi che rendono "infuocata" la corsa all'Eliseo

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AGI - In Francia il voto sulla proroga dello stato di emergenza per il Covid e del pass sanitario è sfociato in un braccio di ferro tra istituzioni e forze politiche, che sta surriscaldando il clima pre-elettorale delle presidenziali di aprile 2022.     

Dopo che i deputati hanno respinto la decisione del Senato di ridurre il termine di proroga dal 31 luglio al 28 febbraio, oggi tocca nuovamente ai senatori lavorare sul testo e domani l'ultima parola toccherà all'Assemblea nazionale, per la lettura definitiva del provvedimento. Che la maggioranza e l'opposizione siano ai ferri corti sulla decisione relativa allo stato di emergenza sanitaria e all'obbligo di Green Pass è già apparso chiaramente, quando la commissione mista paritaria Senato/Assemblea riunita per trovare una soluzione di compromesso si è invece conclusa con un fallimento.    

Il contenzioso riguarda principalmente la possibilità del ricorso al pass sanitario fino a fine luglio: per i senatori, sia di destra che di sinistra, tale provvedimento costituisce un “assegno in bianco” firmato al governo, che cerca di assicurarsi i “pieni poteri” durante un periodo a cavallo tra le elezioni presidenziali e le legislative. Per il deputato Les Républicains Julien Dive, “il potere ha paura di avere un altro dibattito su questo argomento a poche settimane dalle presidenziali”, motivo per cui l'esecutivo ha stabilito una nuova scadenza a 8 mesi, il che eviterebbe di riaprire la questione fra tre o quattro mesi. 

Nei giorni scorsi, il senatore Les Républicains e relatore del testo, Philippe Bas, aveva dichiarato che i provvedimenti voluti dal governo “non sono democratici” e costituiscono “restrizioni alle libertà”, ricordando che il Senato non ha mai accettato di delegare i suoi poteri per periodi così lunghi, suggerendo di procedere “passo dopo passo” come fatto finora. Per la socialista Lamia El Aaraje, la maggioranza “sta giocando con la democrazia”.  Per Michel Larive, di La France Insoumise, il Green pass va semplicemente abrogato in quanto rappresenta “un'aberrazione democratica e sanitaria”.  

Per placare i dissensi, il ministro della Sanità Olivier Véran ha assicurato che la data del 31 luglio è stata stabilita per “avere maggiore visibilità ed interpretare” la progressione del virus che “continua a circolare” e quindi adottare tutti gli strumenti utili al suo contrasto. Il Governo ha ricordato che sullo stesso tema ha già messo in agenda un nuovo dibattito parlamentare, previsto per il 15 febbraio, ma non è riuscito a convincere le opposizioni che richiedono invece per quella data un nuovo esame della politica dell'esecutivo seguito da un voto.     

Il relatore del testo, Jean-Pierre Pont, di La République en Marche ha invece sottolineato che il Green pass è un dispositivo “flessibile e adattabile che ha già dimostrato la sua validità”. Nel testo rivisto dai deputati, è stata inoltre reintrodotta una disposizione controversa che permette ai presidi delle scuole di essere a conoscenza dell'anagrafe vaccinale degli alunni, quindi di sapere quali studenti sono vaccinati contro il Covid e quali no. I deputati hanno anche respinto un punto introdotto dai senatori, che vincolava l'uso del pass sanitario all'andamento del tasso di vaccinazione della popolazione e alla circolazione del virus su base regionale, quindi favorevole ad un adattamento territoriale del provvedimento. I partiti di sinistra e a destra Les Républicains hanno annunciato che faranno ricorso al Consiglio costituzionale. 

I media d'Oltralpe ricordano poi che un recente provvedimento emanato dal ministero dell'Interno autorizza chiunque durante la campagna a partecipare a comizi elettorali e riunioni politiche per la presidenziali di aprile senza obbligo di esibire il Green pass, a nome del “libero esercizio della democrazia”. Una decisione che ha suscitato non pochi interrogativi su un utilizzo del Green pass a più velocità, quindi ulteriormente divisivo.     

Il pass sanitario è già diventato a tutti gli effetti un tema di campagna che oppone i candidati favorevoli alla sua obbligatorietà a quelli decisamente contrari, intenti a raccogliere firme dei cittadini per poter chiedere l'organizzazione di un Referendum di iniziativa cittadina (RIC). Per il quotidiano L'Humanité, tenuto conto del fatto che ormai l'85% della popolazione adulta è vaccinata “l'ennesima proroga del regime di eccezione, che permette al governo di avere i pieni poteri e agire da solo per oltre 8 mesi non è più giustificabile”. Dall'inizio della pandemia, nel marzo 2020, in Francia è l'ottava volta che lo stato di emergenza sanitaria viene prorogato, ma finora mai per un periodo di tempo così lungo. 

 

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