“Tutto per mio figlio”, film con Zeno e D’Aquino contro il racket

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Roma, 3 nov. (askanews) – Raffaele Acampora non è un magistrato, un giornalista o un poliziotto. Raffaele Acampora è un uomo come tanti. Ha una moglie, Anna, che ama, e quattro figli, di cui il più grande, Peppino, ha 14 anni, e come molti ragazzi della sua età comincia a cercare la sua strada nel mondo. Ma non è facile farlo quando vivi in un territorio dove le organizzazioni criminali dettano legge. Una vita dura, che però lui affronta a testa alta con il piglio di chi sa di far bene il suo lavoro. Purtroppo però i tentacoli della camorra non risparmiano nemmeno il suo settore. Ogni settimana Raffaele e i suoi colleghi sono vittime del racket criminale, che impone loro il pizzo e vessazioni di ogni tipo. Fino a quando, un giorno, Raffaele decide di ribellarsi.

Giuseppe Zeno interpreta Raffaele nel film tv “Tutto per mio figlio” (scritto e diretto da Umberto Marino), in onda su Rai1 il 7 novembre alle 21.25.

“È una storia importante, una storia forte – racconta ad askanews il protagonista Giuseppe Zeno – la storia di un uomo, un lavoratore, un padre di famiglia che a un certo punto della vita decide di ribellarsi all’esercizio di prepotenza delle organizzazioni criminali sul territorio. È un mercante ambulante e decide di non chinare il capo di fronte a tutto ciò”.

“Agli occhi dei giovani – prosegue l’attore – certi modelli negativi camorristici potrebbero rappresentare un falso ideale di vita. Il figlio adolescente comincia a vedere questi personaggi e queste organizzazioni come qualcosa da imitare e da emulare e decide di fargli vedere la vita vera”.

Carla è la moglie del boss della camorra. Ad interpretarla è Tosca D’Aquino: “E’ un ruolo molto interessante – dice ad askanews – è una coppia che si ama profondamente. Sono sposi nella vita e hanno sposato anche l’ideologia malavitosa, sono realmente uniti. Una storia ambientata agli inizi degli anni Novanta, Carla è anche una donna della camorra, di una tipologia molto diversa da quella attuale. Lei vive con grande serenità il ruolo di una moglie, di una madre, dove comanda il marito. Lui è la mente e lei il suo braccio”.

“E’ un ruolo – prosegue D’Aquino – dove lei non si pone domande. Lei nasce e cresce in questa famiglia, sposa un uomo che diventa un boss e tutto ciò che dice il marito, lei lo esegue. Dal punto di vista attoriale è molto interessante interpretare questo ruolo”.