Tutto pronto (o quasi) per il 'Transition team' di Joe Biden

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AGI - Il presidente eletto statunitense, Joe Biden, la sua vice, Kamala Harris, hanno fatto il primo passo pubblico verso la nuova amministrazione: hanno lanciato un sito web per il loro 'transition team', la squadra di collaboratori che prepara l'ingresso alla Casa Bianca.

Il team sta già lavorando, ma non ancora a pieno ritmo in attesa che la General Services Administration, l'Amministrazione per i servizi generali, identifichi un vincitore, un annuncio puramente formale che garantirà però agli uomini di Biden una serie di risorse governative.

Il processo di transizione è obbligato dalla legge e punta a garantire che il nuovo presidente sia pronto a governare già dal primo giorno del suo mandato. Biden ed Harris hanno creato il sito web, BuildBackBetter.com, che delinea quattro priorità immediate: la pandemia di coronavirus, la recessione, il cambiamento climatico e il razzismo sistemico.

Lunedì Biden annuncerà anche la sua task force anti-Covid-19. Da candidato, ha ripetutamente criticato il presidente Trump per aver gestito male la pandemia, rendendo la questione un punto focale della sua campagna, dove sabato gli Stati Uniti hanno registrato oltre 100 mila nuovi casi di coronavirus per il quarto giorno consecutivo. 

Il lavoro è supervisionato da Ted Kaufman, ex senatore del Delaware e uno dei più stretti consiglieri Biden: fu nominato per sostituirlo al Senato quando lui divenne vicepresidente nel 2009, e ha anche contribuito a scrivere un aggiornamento alla legge che disciplina il processo di transizione, approvato nel 2015 e firmato dal presidente Barack Obama.

Il team di transizione di Biden ha già ricevuto computer e iPhone dal governo perché le comunicazioni siano sicure e quasi mille quadrati di uffici nell'Herbert C.Hoover Building a Washington, anche se la gran parte del lavoro viene svolta da casa a causa della pandemia. Gli uomini hanno anche già ottenuto le autorizzazioni di sicurezza temporanee e sono stati sottoposti al controllo dei precedenti dall'Fbi per accelerare il 'via libera' a chi potrà ricevere le informazioni dall'intelligence. In settimana, un gruppo di esperti sarà assegnato a tutte le principali agenzie governative e inizierà a elaborare i piani per attuare l'agenda di Biden.

Ma un importante passo atteso è che il capo dell'amministrazione dei servizi governativi stabilisca che i risultati delle elezioni sono definitivi, consentendo al team di lavorare a pieno ritmo (per esempio l'ingresso vero e proprio nelle agenzie) e di ottenere l'accesso ai fondi del governo. 

I funzionari di Biden sono pronti per un'azione legale se il capo - Emily Murphy, nomina politica fatta da Trump - ritarderà la decisione. Pamela Pennington, portavoce di Murphy, ha fatto sapere che l'annuncio ci sarà "una volta che il vincitore sia chiaro sulla base del processo stabilito dalla Costituzione"; e fino a quel momento, il 'transition team' riceverà solo accesso limitato alle risorse del governo.

L'ultima volta che il trasferimento di potere subì ritardi fu nel 2000, quando l'incertezza sui risultati della 'corsa' tra l'allora vicepresidente Al Gore, democratico, e il governatore del Texas, George W. Bush, repubblicano, si trascinò fino a quando la Corte Suprema concluse il riconteggio della Florida che, il 12 dicembre, diede a Bush la vittoria. Ma l'inizio rallentato del lavoro dell'amministrazione Bush furono tra le cause chiamate in causa dal Rapporto della Commissione sull'11 settembre: un vulnus pericoloso per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, colpiti al cuore meno di otto mesi dopo l'inaugurazione.