Tutto quello che non funziona nelle casette di Accumoli

Ora che è arrivato il gelo artico i problemi si moltiplicano, soprattutto per quel che riguarda le casette costruite dopo il sisma. (Credits – Getty Images)

Il 24 agosto del 2016 un terremoto devastante ha colpito il Centro Italia e, in particolare, il Comune di Accumoli. Da allora si sono susseguite polemiche, proteste, ma la situazione per gli abitanti della zona non è cambiata molto. E ora che è arrivato il gelo artico i problemi si moltiplicano, soprattutto per quel che riguarda le casette costruite dopo il sisma. Le cosiddette SAE, cioè strutture abitative di emergenza, che stanno evidenziando diversi problemi, resi ancora più gravi dal freddo.

Il primo guaio riguarda la porta di casa. Le SAE, infatti, hanno le porte d’ingresso che si aprono verso l’esterno e non verso l’interno. E in una zona dove le nevicate sono all’ordine del giorno nei mesi invernali questo significherà restare bloccati in casa in caso di forte nevicata. Con il freddo, inoltre, è incomprensibile il divieto posto dal Regolamento di chiudere verande e pensiline. Come spiega il Comitato 3e36, infatti, “queste possono divenire fondamentale elemento di protezione dalle avverse condizioni climatiche”.

Non solo, perché un problema già evidenziato nei mesi caldi, ma che diventa ancora più grave ora, riguarda il fatto che le abitazioni presentano infiltrazioni di acqua piovana dalle coperture e perdite dalla rete idrica e di riscaldamento. Ora che le temperature stanno calando decisamente diventa fondamentale l’impianto di riscaldamento. Con temperature estremamente rigide, però, serve il liquido antigelo, che però da Regolamento non è previsto ed è a carico dei terremotati.

In caso di mancanza di energia elettrica, poi, non sono stati previsti gruppi elettrogeni che assicurino il regolare funzionamento delle caldaie e, inoltre, nei moduli è proibita l’installazione di stufe e camini.

A ciò si aggiunga che negli ultimi mesi nelle abitazioni si sono introdotti diversi topi che entrano attraverso lo scarico delle cucine, bucano il materiale di isolamento delle condutture idriche danneggiano l’impianto. E per finire? Quando si accende la lavatrice, ma anche solo camminando, l’elasticità strutturale dei fabbricati provoca vibrazioni che ricordano il terremoto. Non il massimo per chi un terremoto devastante l’ha vissuto sulla sua pelle.

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